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Skybackbone Engenio: "Cloud sicuro e su misura"

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07.04.2026

Due dei fondatori della società Skybackbone Engenio: Giuseppe Nale e Luca Bulgarelli. Bulgarelli ricopre il ruolo di sales director

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Carpi, 7 aprile 2026 – È stata tra le prime società di consulenza operanti nel settore del cloud computing nel Centro e Nord-Italia, ed ha la spina dorsale nell’informatica. La ‘Skybackbone Engenio’ Srl di Carpi è stata fondata come startup da Luca Bulgarelli, Giuseppe Nale, Claudio Daolio ed Enrico Ronchetti, che hanno anche inventato il nome. ‘Skybackbone Engenio’: "Trent’anni di ingegno per domare la complessità digitale", come spiega Luca Bulgarelli, sales director.

Ingegno e ingegneria: come è nata l’azienda?

"L’innovazione tecnologica dovrebbe semplificare la vita delle imprese, ma spesso finisce per complicarla. È da questa consapevolezza che nel 2013 prende forma ‘Skybackbone Engenio’. Pur essendo nata da poco più di un decennio, l’azienda eredita un patrimonio di competenze impressionante: i fondatori operano nel settore da oltre trent’anni, tanto da aver realizzato un pionieristico progetto cloud già nel 1995 per una multinazionale giapponese. Avendo attraversato diverse epoche tecnologiche, hanno maturato una visione chiara: aiutare le organizzazioni a governare il cambiamento, riportando ordine dove tecnologie cresciute senza un vero disegno avevano generato solo confusione".

Cosa significa ‘Engenio’?

"La nostra missione è racchiusa nel nome ‘Engenio’, che fonde ingegno e ingegneria. Nel metodo di lavoro la creatività non è mai fine a se stessa: ogni soluzione nasce dall’ascolto, ma viene validata con rigore tecnico. Ciò significa cercare strade nuove, ma senza perdere di vista l’affidabilità".

‘Cloud su Misura’: come lo realizzate?

"Invece di imporre modelli standard, progettiamo partendo dalle persone, non dai computer. Analizzando i ritmi, le abitudini e i processi da proteggere, costruiamo un ambiente che si adatta e cresce insieme all’organizzazione. Se l’idea di un servizio sartoriale fa temere costi proibitivi, la realtà sorprende: le economie risultano molto più vantaggiose rispetto alla gestione interna dei sistemi".

‘Le macchine, quando si rompono, si possono riacquistare, ma i dati perduti non si comprano in alcun mercato’. Quanto rileva questo concetto?

"E’ un tema tecnico strategico: perdere informazioni significa smarrire storia, lavoro, fiducia. Per questo i servizi cloud prevedono copie immutabili fuori dal perimetro aziendale, a tutela totale del patrimonio informativo".

Come integrate l’intelligenza artificiale nei processi di automazione sistemistica?

"Lo sguardo è già oltre il presente. L’azienda guarda al domani integrando l’AI con grande pragmatismo. L’IA è già applicata in automazione sistemistica, marketing e assistenza clienti per prevenire problemi e velocizzare i controlli. Non mira a sostituire l’uomo, ma ad affiancarlo. È il ponte verso la prossima sfida su cui l’azienda sta investendo: infrastrutture iper-resilienti, capaci di reagire agli imprevisti, apprendere e sostenere le imprese senza fermarsi mai".

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© il Resto del Carlino