Eurosets innova il biomedicale: "Altre 100 assunzioni in tre anni"
Antonio Petralia, Executive vicepresident e ceo dell’azienda di Medolla fondata nel 1991 dai coniugi Vescovini. Oggi fattura 95 milioni di euro
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Medolla (Modena), 3 marzo 2026 – Introdurre innovazione nelle soluzioni convenzionali: questa la mission di Eurosets con sede a Medolla (Modena), eccellenza italiana nel biomedicale. Una storia di oltre trent’anni, una gamma di prodotti tecnologicamente avanzati riconosciuti a livello internazionale e una visione futura orientata alla crescita sostenibile, alla ricerca clinica e alla soddisfazione delle esigenze di cura dei pazienti. Come spiega Antonio Petralia, executive vicepresident e Ceo.
Un ‘ecosistema’ tra ricerca clinica e produzione industriale: come nasce Eurosets?
"È stata fondata nel 1991, grazie all’iniziativa imprenditoriale dei coniugi Pietro e Vanna Vescovini. Inizialmente Eurosets era dedicata alla produzione di componenti e semilavorati biomedicali per conto terzi come partner tecnologico qualificato nel medicale".
Quando avviene il ‘grande salto’?
"Nel 1998 viene acquisita dal Gruppo Villa Maria Spa e amplia il proprio raggio d’azione: dalla sola produzione di componentistica alla progettazione, sviluppo e commercializzazione di dispositivi biomedicali avanzati, combinando l’esperienza clinica del gruppo sanitario con le capacità di ingegneria medica. Nel 2007 entra nel mercato cardiopolmonare con Admiral, il primo ossigenatore sviluppato e prodotto internamente per circolazione extracorporea, impiegato in abbinamento con la macchina cuore polmone utilizzata per interventi di cardiochirurgia a cuore aperto. Seguiranno molti altri dispostivi che, pur monouso, possono sostituire temporaneamente la funzione di cuore e/o polmoni e pertanto vengono utilizzati come terapia salvavita nei pazienti che non trovano giovamento attraverso le terapie convenzionali".
Come vi siete consolidati a livello internazionale?
"Con il lancio sul mercato non solo di dispostivi monouso ma anche di apparecchiature elettromedicali come ECMOLife, uno dei primi sistemi portatili per il supporto meccanico alla funzione cardiopolmonare, Colibrì, il più leggero sistema salvavita di supporto cardio-polmonare, pensato per rianimazione extracorporea anche in contesti di emergenza come l’arresto cardiocircolatorio, fino al recente Xtreme Rescue, macchina ECMO portatile progettata per l’assistenza extra-ospedaliera in situazioni critiche. Oggi disponiamo di oltre 50 brevetti internazionali in ambito medico e di una presenza commerciale e operativa in oltre 60 paesi nel mondo".
Avete in corso una significativa espansione, cosa comporterà?
"E’ di natura sia industriale che produttiva: nel 2025 sono iniziati i lavori per l’ampliamento dello stabilimento produttivo di Medolla con un investimento di 24 milioni di euro, che raddoppierà la superficie coperta da 11.500 a 23.000 metri quadri, includendo nuove aree di produzione, una clean room di 1.200 metri quadri e un reparto dedicato alla ricerca e sviluppo. Questo per supportare l’aumento della capacità produttiva e l’espansione del portafoglio prodotti soprattutto nei settori cardiopolmonare ed ECLS. È previsto un incremento dell’occupazione da circa 500 a 600 dipendenti nei prossimi tre anni".
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