Turismo 2026: nei primi mesi boom dell’Appennino, bene le terme, nelle città la metà degli arrivi
Le presenze turistiche nelle grandi città hanno superato la metà del totale in Emilia-Romagna
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Bologna, 17 aprile 2026 – Il turismo in Emilia-Romagna parte con il piede giusto anche nel 2026 e sfata, ancora una volta, il mito di una regione solo estiva (che però è alle porte). I primi due mesi dell’anno confermano infatti una crescita diffusa e strutturale dei flussi turistici, con numeri che raccontano un settore sempre più distribuito lungo tutto l’arco dell’anno.
Turismo in crescita nei mesi di bassa stagione
Nel periodo gennaio-febbraio si contano 1.102.242 arrivi e 2.702.440 pernottamenti, con un incremento rispettivamente del +3,2% e del +4,4% rispetto allo stesso bimestre del 2025. Un dato che, secondo le elaborazioni dell’Ufficio statistica regionale sui dati provvisori Istat, evidenzia una tenuta solida del comparto turistico anche nei mesi tradizionalmente considerati di bassa stagione.
Sempre più turisti stranieri scelgono l’Emilia-Romagna
A trainare la crescita è soprattutto la componente internazionale. I turisti stranieri fanno segnare un +6,3% negli arrivi e un +8,7% nelle presenze, confermando il ruolo sempre più centrale dell’Emilia-Romagna nel panorama europeo. Resta comunque dominante il turismo italiano, che rappresenta circa il 75% degli arrivi e il 71% dei pernottamenti, con una crescita anch’essa positiva, superiore al 2% su entrambe le voci.
Turismo in Emilia-Romagna: rilevazioni bimestrali
Accanto ai numeri, arriva anche una novità metodologica importante. Da quest’anno, infatti, la Regione introduce la diffusione bimestrale dei dati provvisori, accompagnata dall’indicazione del tasso di risposta dell’indagine, in linea con i criteri del Comstat, il Comitato di indirizzo e coordinamento dell’informazione statistica. L’obiettivo è rendere più trasparente e leggibile la qualità delle rilevazioni, permettendo una valutazione più precisa della copertura statistica.
Nel primo bimestre del 2026 il tasso di risposta ha raggiunto il 90,3% dei posti letto disponibili nelle strutture aperte, una soglia considerata elevata e significativa per l’attendibilità dei dati diffusi.
Boom dell’Appennino e del turismo lento
Analizzando le diverse aree del territorio, emergono dinamiche differenziate ma tutte orientate al segno positivo. L’Appennino è l’area che cresce di più, con un incremento del +18,53% negli arrivi e del +16,74% nelle presenze, segnale di una destagionalizzazione sempre più evidente e di un rinnovato interesse per il turismo naturalistico e lento. E il successo della serie tv ‘Uno sbirro in Appennino’ potrà aiutare ancora di più.
Buoni risultati anche per le località collinari, che registrano un +6,43% negli arrivi e un +9,33% nei pernottamenti, confermando la crescente attrattività delle aree interne, spesso legate a esperienze enogastronomiche e culturali.
In crescita anche il turismo termale
Segno positivo anche per le località termali, che crescono del +7,22% negli arrivi e del +3,92% nelle presenze, distinguendosi inoltre per il più alto tasso di risposta dell’indagine, vicino al 94%, indice di una rilevazione particolarmente completa e affidabile.
L’unico dato in lieve calo? Quello della Riviera romagnola (ma è inverno)
Più contrastato il dato della Riviera, che pur concentrando il 22% degli arrivi e il 27% delle presenze regionali, registra un lieve calo degli arrivi (-1,67%) a fronte però di un aumento dei pernottamenti (+2,85%). Un segnale che indica soggiorni mediamente più lunghi e una tenuta complessiva della destinazione costiera, nonostante la fisiologica variabilità del periodo invernale.
Le città d’arte coprono ancora metà degli arrivi
I grandi Comuni, che restano il cuore pulsante del turismo regionale con il 52% degli arrivi e il 48% delle presenze complessive, segnano un aumento del +5,26% negli arrivi e del +5,07% nelle presenze. In queste città, circa un turista su tre proviene dall’estero, a conferma della forte vocazione internazionale delle principali destinazioni urbane.
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