Aziende calzaturiere in difficoltà, ma le fiere non sono in discussione
Lorenzo Totò, Moira Amaranti e Paolo Capponi intervengono al termine dei tre giorni di fiera dedicati al settore calzaturiero
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"Le imprese presidiano i mercati, nel calzaturiero ci sono difficoltà ma partecipare alle fiere come il Micam è indispensabile". Confartigianato, al termine della fiera calzaturiera che si è svolta a Milano, ribadisce come "non esserci significherebbe lasciare spazio alla concorrenza estera, sempre più organizzata e presente".
Commercialmente non si è registrato un significativo incremento di nuovi contatti, ma la fiera di Milano a cui hanno partecipato anche diverse aziende maceratesi del settore calzaturiero ha consentito di consolidare relazioni già avviate e confermare ordinativi, elemento tutt’altro che secondario nell’attuale contesto economico. "Abbandonare il circuito fieristico non è un’opzione. Vanno difese le posizioni costruite negli anni e continuati i rapporti con buyer e operatori internazionali", spiega Lorenzo Totò, presidente interprovinciale di Confartigianato calzature.
"La concomitanza con le Olimpiadi invernali a Milano ha reso più complessa la logistica e ha inciso sui costi. Non era scontato esserci; le nostre aziende hanno dimostrato responsabilità, determinazione e attaccamento al mercato", scrive. "La caparbietà delle imprese è encomiabile – sottolinea Paolo Capponi, responsabile export –. Sono stati confermati ordini, in particolare dal nord Europa e dal sud Africa. Resta vivo l’interesse di mercati attenti al valore e all’autenticità del Made in Italy, come quello coreano. Rinnoviamo il ringraziamento alla camera di commercio delle Marche e alla Regione per il sostegno garantito. Indispensabile è anche l’apporto dell’agenzia Ice, che aiuta le aziende italiane nell’internazionalizzazione, confidando in una positiva interlocuzione con questa per riattivare interventi straordinari di sostegno come durante il post-pandemia".
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