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Donadoni resiste ma gli serve la svolta

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20.02.2026

La panchina di Roberto Donadoni in settimana ha scricchiolato forte ma la dirigenza americana, che lo conosce da tempo e lo ha voluto lo scorso 4 novembre al posto di D’Angelo con in prima fila il presidente Stillitano (ieri è arrivato in Liguria) e il patron Roberts, ha deciso di andare avanti con lui. Cesena però diventa tappa fondamentale. A più riprese si era parlato di un ritorno del tecnico abruzzese Luca D’Angelo, ancora sotto contratto con il club, ancora amato dalla piazza. Donadoni però resiste, nonostante dopo il recente ko con il Frosinone sia stato contestato con forza dai tifosi che lo hanno invitato a dimettersi. La sua gestione ha portato 15 punti in 14 partite, aveva infatti ereditato il 4 novembre scorso la squadra da D’Angelo (sconfitta dal Monza) a 7 punti e in penultima posizione in classifica; ora gli aquilotti sono terzultimi, 22 punti a -1 dai playout e -4 dalla salvezza diretta. Un torneo da incubo quindi per una formazione che la scorsa stagione proprio con D’Angelo in panchina ha perso la finale playoff contro la Cremonese.

Nel 2026 lo Spezia di Donadoni ha collezionato solo cinque punti in sette gare, ha infatti battuto l’Avellino, pareggiato due volte (Entella e Bari) e perso quattro (Sudtirol, Palermo, Sampdoria e Frosinone). Nonostante i diversi innesti dal mercato di gennaio al momento soltanto il centrocampista svizzero Alessandro Romano (in prestito dalla Roma) sta rispettando le attese. Il cammino deficitario parla chiaramente, lo Spezia complessivamente in 25 gare ha ottenuto 5 vittorie, 7 pareggi e 13 sconfitte per 22 punti totali e insieme al Bari (penultimo) ha il peggior attacco; infatti ha realizzato solo 20 reti subendone 32 rispetto alle 34 incassate dal Cesena che però ne segnate 32. In Romagna quindi la squadra si gioca tantissimo, il tecnico Donadoni ancora di più.


© il Resto del Carlino