La carica di Brignone, Fontana, Lollobrigida. Da Franzoni a Tabanelli, e lo slittino è d’oro
Roma, 23 febbraio 2026 – Ora che è calato il sipario sulla Olimpiade invernale più azzurra di sempre, beh, permettete al vostro vecchio cronista un esercizio di scarsa (lo ammetto, ci mancherebbe!) originalità.
In breve. Chi meglio di tutti ha incarnato l’italianità sul palcoscenico dei Giochi?
Segue elenco, ovviamente anche non condivisibile.
Top. Federica Brignone tutta la vita. Adesso sembra persino ovvio, ma stiamo parlando di una atleta che è arrivata ai Giochi con due gare alle spalle in un anno, per giunta con una gamba devastata. La non più giovanissima valdostana ha vinto due ori, tra superG e gigante. Do you believe in miracles?, per dirla con gli americani.
Bene, adesso ci crediamo pure noi italiani (e a proposito di reazione agli infortuni, a 18 anni Flora Tabanelli nel freeski ha vinto il bronzo con un legamento rotto).
Eterna. Arianna Fontana me la trovai davanti per la prima volta venti anni fa, a Torino 2006. Era una minorenne quasi spaurita. Sono passati vent’anni, io sono rovinosamente invecchiato e invece lei è sempre lì a danzare sui pattini dello short track. Ha battuto il record di medaglie olimpiche che Edoardo Mangiarotti, lo schermidore, deteneva dal remoto 1960. Mitica.
Uomo jet. Va bene, non ha imitato Zeno Colò, unico italiano ad aver vinto l’oro olimpico in discesa, ai tempi dei nostri antenati. Ma Giovanni Franzoni ci è andato vicino vicino, ha preso l’argento nella libera di Bormio e se non si distrae forse abbiamo in casa il personaggio che ci restituirà la passione per lo sci alpino al maschile.
La mamma. Essendo questo un curioso Paese, è quasi normale che taluni imbecilli abbiano criticato Francesca Lollobrigida perché si spupazzava il figlio piccolo dopo le imprese nel pattinaggio di velocità. Purtroppo la mamma degli idioti (sul web) è sempre incinta, quando invece dovremmo andare tutti orgogliosi di una madre che riesce a conciliare agonismo e famiglia, sport e vita privata. C’è qualcosa di marcio nella tragica propensione di taluni a cercare sempre la polemica gratuita, infelice, infame. La Lollo dei pattini è invece un esempio. Cioè, dovrebbe esserlo.
Le slitte. Finisco con le coppie che scivolano sul ghiaccio a bordo di slittini. In una notte a Cortina, in meno di un’ora, abbiamo vinto due medaglie d’oro nelle prove di doppio. Prima con Andrea Voetter e Marion Oberhofer. Poi tra gli uomini con il duo formato da Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner.
Badate, non ci fa mai caso nessuno, eppure è vero. Questi giovanotti altoatesini sventolano orgogliosamente il tricolore sul podio.
Che abbiano qualcosa da insegnarci?
