Terreni a rischio liquefazione. Ora parte un’analisi sismica
Liquefazione del terreno e rischio sismico, il comune commissiona lo studio sul territorio di San Benedetto. L’ente rivierasco infatti ha ricevuto 37mila euro dalla regione Marche per redigere un esame di approfondimento di livello 3 sulle aree di attenzione per liquefazione, il cui avviso è da poco stato pubblicato per invitare i soggetti in possesso dei requisiti prescritti a manifestare il proprio interesse. La società che si occuperà del servizio dovrà effettuare diversi lavori. In primis rilievi, indagini geologiche, geofisiche, geotecniche e idrogeologiche, poi la caratterizzazione sismica del sottosuolo mediante definizione del profilo di velocità delle onde di taglio, esteso in profondità possibilmente fino al raggiungimento del substrato sismico. Quindi, la definizione del modello geologico tecnico di riferimento dell’area oggetto di approfondimento, attraverso la realizzazione di un congruo numero di sezioni longitudinali e trasversali all’area, inclusivo delle sue caratteristiche piezometriche e geotecniche. Infine, l’analisi di risposta sismica locale monodimensionale e definizione dell’accelerogramma da utilizzare per la modellazione dinamica. La liquefazione del terreno è un fenomeno strettamente legato agli eventi sismici che caratterizzano una specifica zona, tuttavia può essere connesso anche ad altri fenomeni, come ad esempio l’impermeabilizzazione del suolo, che impedisce ai terreni di assorbire ingenti masse d’acqua. Da qui episodi di slittamento in occasione di abbondanti precipitazioni, come nel caso del quartiere Ragnola, le cui strade spesso si colorano della terra presente sulle alture sovrastanti. Va ricordato, in tal senso, che in base all’ultimo rapporto sul consumo di suolo pubblicato dall’Ispra, San Benedetto resta la città con la fetta di territorio maggiormente consumato al netto dei corpi idrici comunali: a valere il triste primato è una percentuale del 37,62%, superiore a quella di Porto San Giorgio (37.01%) e di Gabicce Mare (32,82%). Percentuale che però è scesa rispetto al 2023 – il rapporto si riferisce all’anno che precede quello della pubblicazione – dato che due anni fa il comune rivierasco presentava un consumo pari al 37,66%, e tre anni fa del 37,7%. La questione del rischio sismico, peraltro, è stata più volte citata per scongiurare la possibile costruzione di un sito di stoccaggio del gas in zona Agraria: una partita ancora aperta, che vede il comune rivierasco in prima linea contro la concretizzazione del progetto Gas Plus.
