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Soffri di allergie? I test molecolari svelano la proteina che ti fa stare male. “Nell’80% dei casi si può guarire”

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17.04.2026

Allergie respiratorie, come quella al polline

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Pesaro, 17 aprile 2026 - Il controllo dell’allergia sarà sempre più semplice. Anzi, è già una realtà grazie alle analisi specifiche che si possono effettuare a livello molecolare per scoprire non se si è allergici ad un alimento o a un acaro, ma a quale proteina specifica in esso contenuta. Insomma, una precisione e una specificità che possono indirizzarci al meglio verso un trattamento o un altro. E anche per le terapie ci sono novità molto gradite agli allergici.

Le analisi allergologiche sulle proteine

“Bisogna cominciare col dire che oggi la scienza ha fatto grandi passi in avanti – spiegano il biologo Giampaolo Rossi e il medico allergologo Fiorenzo Giammattei, del laboratorio analisi specializzato ‘Città di Pesaro’ – e tramite le giuste analisi e la valutazione clinica, i soggetti allergici spesso possono tornare a una vita quasi normale. Ciò è possibile grazie a una diagnostica allergologica approfondita”. In cosa consiste? Nel fare delle analisi, con una modalità del tutto identica a un normale prelievo di sangue, che però riescono a dire non solo se si è allergici a qualcosa (alimento, polline, ecc.), ma anche la qualità di quella allergia.

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Prosegue Rossi: “Per qualità intendiamo a quale proteina specifica si collega la reazione. Questo dice anche molto sulla serietà della manifestazione allergologica. Per esempio – spiega il biologo – essere allergici alla mela non significa che qualsiasi componente della mela scatena la reazione allergica, tantomeno nello stesso modo per tutti. A seconda della proteina della mela a cui si è allergici, si può rischiare lo shock anafilattico o avere solamente un po' di innocuo bruciore in bocca”. La conseguenza è che se un tempo, fatta un’analisi, si bandiva del tutto il prodotto, oggi non è più così. Tra l’altro, dalle analisi si può sapere, ad esempio, se la proteina è riscontrabile anche in altri frutti. 

La situazione per le allergie alimentari

“In Italia il 35% dei soggetti è allergico, e nel 2030 si prevede di arrivare fino al 50 per cento – snocciola i dati il dottor Giammattei –, insomma un problema che affligge davvero tante persone. Le allergie sono un malanno insidioso, perché spesso si modificano nel corso della vita, possono aumentare, scomparire e insorgerne di nuove. Occorre anche specificare una differenza non ben chiara nell’immaginario comune: ovvero che l’allergia è una reazione immunologica con caratteristiche ben definite, mentre le intolleranze sono molto meno delineate. Le uniche scientificamente dimostrate sono tre: intolleranza a glutine, a lattosio e a lattulosio. Per le allergie alimentari al momento non ci sono cure, ma sono allo studio dei farmaci detti iposensibilizzanti specifici, che al momento non sono ancora in commercio”.

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Allergie respiratorie: si può guarire

Diverso il discorso per le allergie respiratorie, che comprendono i pollini e gli acari. “Queste allergie – prosegue Giammattei – si possono spesso trattare, in base alle molecole che risultano dall’analisi di laboratorio. Per esempio, da un’allergia ai pollini frequentemente si può guarire, e gli acari si possono trattare anch’essi. L’allergia ai piccoli esserini che abitano nei nostri materassi è data dai frammenti dei loro corpi una volta morti”.

Cos’è l’immunoterapia

“Il trattamento consiste nell’immunoterapia, detta anche ‘terapia allergene specifica’, spesso abbreviata in AIT. Una volta individuate, tramite la diagnostica, la proteina o le proteine a cui si è allergici, si cerca se ci sono disponibili dei farmaci, perché non per tutte le proteine ci sono. Se ci sono, si ordinano dalle ditte e arrivano direttamente a casa del paziente. Salvo rari casi, sono farmaci che non si trovano in farmacia. Sono delle normali compresse da prendere due o tre volte la settimana per vari mesi (da sei a dodici). Il trattamento va ripetuto almeno per tre anni, ma alla fine la percentuale di guarigione è dell' 80%”. Questo trattamento non ha controindicazioni, se non il costo, perché non è rimborsato dallo Stato, ma nel lungo periodo viene compensato sia dal guadagno in benessere, sia dal non dover più comprare antistaminici.

Quali sono i passi da fare, dalla scoperta al trattamento

“L’iter che porta a una diagnosi molecolare di allergia – concludono Rossi e Giammattei – inizia di solito perché il paziente soffre di rinite in un certo periodo dell’anno ed è alla ricerca di una soluzione definitiva, o semplicemente vuole capirci di più. Ma si può fare in qualsiasi periodo dell’anno. Valutato il calendario dei pollini (o l’anamnesi in caso di allergie alimentari o agli insetti), si fa una ricerca attinente alla sintomatologia. Gli esami sono due: il prick test, che si fa sul braccio con delle goccine di allergeni, e le analisi del sangue con tecnica RAST. C’è anche un test di secondo livello, solo nei casi più particolari, in cui in contemporaneamente si valutano 300 allergeni molecolari e le correlazioni tra essi. Una volta visti i risultati di uno dei due test, si passa alla parte clinica: si procede alla diagnosi di allergia e si percorre la strada della terapia sintomatica, se allergia di lieve entità, o dell’immunoterapia che, come detto, spesso è risolutiva”.

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