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Il Rinascimento arriva dentro un cocktail. Nicola Righi, bartender, conquista la città

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25.03.2026

Nicola Righi nel suo. locale. «Questo è il mio ventesimo anno dietro al bancone»

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Apriamo la porta in vetro, l’ora è ancora pomeridiana, i clienti devono arrivare. Atmosfera soffusa, pochi lampadari di un’eleganza retrò, non troppi tavolini, un ampio bancone. Un locale raccolto, dove si va non solo per bere e mangiare, ma dove la conversazione, anche col bartender, è stimolata dal bancone stesso a cui ci si può sedere, oggi caratteristica rara. Ci accoglie Nicola Righi, 36 anni, il proprietario. Ha aperto da poco, la sua è una sfida imprenditoriale per una realtà come Urbino, ma di primo acchito ci pare che le carte in regola per vincerla le abbia.

Del resto l’esperienza non gli manca: "Questo è il mio ventesimo anno dietro al bancone – racconta Nicola, bartender con una lunga esperienza alle spalle nonostante l’età – ho iniziato giovanissimo; ho già avuto un locale a Urbino, per tre anni circa, poi sono stato fuori per altri sette. Ho lavorato in Danimarca, Inghilterra e a Madonna di Campiglio. Ma sentivo la necessità di tornare a Urbino, e mi sono innamorato di un locale sfitto a pochi passi dalla piazza e dalla casa di Raffaello. Ed eccomi qui". Il suo non è né un bar né un ristorante, ma puoi trovare tutto ciò che c’è in entrambi. C’è infatti un nutrito menù di proposte gastronomiche non banali, ci sono vini, bollicine, birre alla spina; ci sono dei particolari whisky e mescal, ma il pezzo forte sono i miscelati: "Nel menu ho inserito vari cocktail di mia creazione: sono dei ‘twist of classic’, ovvero delle rivisitazioni di classici reinterpretati da me. Ma ce n’è anche uno che ho creato da zero, in omaggio al Rinascimento, e una scelta di analcolici". Il Rinascimento è anche nelle pareti, con i due Duchi di Urbino di Piero della Francesca rivisitati in chiave pop che danno l’unico tocco stravagante all’ambiente, nel complesso molto british, moderno ed elegante ma con alcuni tocchi metropolitani.

Insomma sicuramente qualcosa che in città non c’era, dovuto alla filosofia del gestore: "Qui la cucina – prosegue Righi – accompagna la bevuta, non il contrario come avviene normalmente. I menù saranno stagionali, sia per i cocktail che quello del cibo, che include sia piatti tradizionali che di pesce. Ho cercato di seguire tutto nella creazione del locale, dall’arredamento, come il bancone largo a cui consumare direttamente, che ha anche i ganci sotto per appendere le borse, fino al menù retroilluminato, cosa utile viste le luci soffuse".

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