Il caso bollente dei comuni montani . Urbino guida la rivolta degli esclusi
L’amministrazione ducale coordina la protesta. Dialogo con il Governo.
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Urbino guida la ‘rivolta’ dei comuni montani esclusi dalla nuova legge: circa settanta primi cittadini hanno dato mandato a Gambini per esporre le rimostranze al governo. Nei giorni scorsi, in videoconferenza, il primo cittadino urbinate ha convocato una riunione aperta a tutti i sindaci italiani esclusi per affrontare la problematica relativa alla mancata inclusione nell’elenco della nuova legge, approvata a febbraio. L’incontro di livello nazionale (presenti sindaci provenienti da gran parte delle regioni del Paese) segue quello regionale, avvenuto anch’esso a Urbino con 29 comuni aderenti.
"Nel corso della riunione – spiega Gambini – è emersa una forte condivisione della necessità di avviare un’azione comune. Gli amministratori presenti hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa di coordinamento promossa dal Comune di Urbino, manifestando piena disponibilità a contribuire attivamente alla mobilitazione. È stato inoltre assunto l’impegno, da parte dei partecipanti, a estendere il confronto ad altri enti locali esclusi, coinvolgendo anche le amministrazioni regionali, al fine di ampliare la rappresentanza istituzionale e rafforzare il peso dell’iniziativa".
I sindaci e gli amministratori intervenuti hanno condiviso di conferire al sindaco Gambini un ruolo di coordinamento, con delega ad avviare un’interlocuzione diretta con il Governo nazionale, finalizzata alla revisione della normativa vigente. Durante il confronto è stato evidenziato come alcuni comuni abbiano già intrapreso azioni legali dinanzi al TAR del Lazio, sia autonomamente sia attraverso associazioni rappresentative quali UNCEM e ALI. Al termine dell’incontro è stata ribadita la necessità di procedere in maniera unitaria e coordinata, per dare maggiore forza alla richiesta di modifica della normativa e garantire adeguata tutela ai territori montani esclusi.
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