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La guerra in Iran e il rebus nei cieli. Prezzi dei voli, altalena continua: "Ma molte tariffe si sono abbassate" /

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20.04.2026

I bolognesi non rinunciano a partire, ma preferiscono mete più ‘semplici’

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Bologna, 20 aprile 2026 – Sale il prezzo del carburante, ma calano le tariffe di molti voli. Infatti, malgrado la crisi dovuta al contesto geopolitico, i costi per diverse mete estere estive si fanno più accessibili, complice l’incertezza di un 2026 segnato dalla crisi del gasolio, con ricadute anche sul settore del trasporto aereo. Un’incertezza destinata a durare, se il transito attraverso lo Stretto di Hormuz non riprenderà in modo stabile entro le prossime settimane. Termine entro il quale la carenza sistemica di carburante per aerei è destinata a diventare una realtà per l’Ue.

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Nessun aereo fermo: i costi

Le compagnie aeree, intanto però, continuano a operare a pieno ritmo: non esistono aerei ‘fermi in garage’, ma la gente parte meno, e questo incide sull’andamento dei prezzi. E allora è normale trovare pure voli a prezzi scontati. Maldive (da Bologna) a 750 euro a giugno, mentre ad agosto il costo raddoppia. Oppure Sharm el-Sheikh e Capo Verde a 400 euro andata e ritorno dal Marconi. Sotto i mille euro anche Zanzibar (circa 800 euro in estate) e Kuala Lampur (600 euro tra fine maggio e inizio giugno).

Stabili a poco più di mille euro andata e ritorno dal Marconi mete come Filippine e Giappone. In realtà, dopo una prima fase di aumenti significativi si sta ora osservando un andamento più irregolare delle tariffe. Ma al momento non emerge una regola chiara che permetta di individuare con precisione quali voli o periodi siano interessati da queste variazioni. Sul fronte dei fornitori, si registra un lieve aumento dei prezzi: alcune compagnie hanno introdotto piccoli adeguamenti legati al costo del carburante, nell’ordine di 10-20 euro, con un impatto complessivo sui biglietti intorno al 2-3% per chi prenota in queste settimane.

La preoccupazione dei viaggiatori

Le agenzie di viaggi segnalano un altro settore di influenza dei fattori geopolitici: alcune rotte, soprattutto in aree critiche come il Medio Oriente, risultano più complesse da gestire e questo incide su costi e disponibilità. Al contrario, attualmente si osserva, ad esempio, un aumento dei prezzi verso il Nord America, una situazione più stabile verso il Sud del mondo e condizioni favorevoli per alcune destinazioni africane. Anche tratte più lontane, come l’Australia con scalo a Doha, possono offrire opportunità interessanti, così come mete come le Seychelles, dove si registrano offerte competitive per incentivare i flussi turistici. La preoccupazione comunque si percepisce forte tra i viaggiatori, per le sorti e le ripercussioni della guerra in Iran. Che, tra i primi effetti, ha avuto la chiusura per diversi giorni dello spazio aereo in più località del Medio Oriente, come Dubai e Doha, rotte strategiche per il traffico internazionale. Diverse compagnie leader di mercato, come Qatar Airways ed Emirates, in quei giorni hanno dovuto sospendere temporaneamente i voli. La situazione è però rientrata nel giro di una settimana.

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