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Iema pronta a scrivere il futuro: "Debutta il nostro umanoide"

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31.03.2026

Franco Ferrari, Ceo di Iema, azienda di San Giorgio di Piano fondata nel 1979 dal padre Renzo. Produce impianti elettrici per macchine automatiche ma non solo

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San Giorgio di Piano (Bologna), 31 marzo 2026 – Franco Ferrari, Ceo di Iema, negli anni la vostra realtà è passata da pmi artigianale a vero e proprio gruppo industriale strutturato. Qual è stato il primo capitolo di questa storia?

"Iema è stata fondata nel 1979 da mio padre, Renzo Ferrari. Fin dalle origini, come suggerisce il nome stesso dell’azienda, l’obiettivo è stato quello di specializzarci nella realizzazione di impianti elettrici per macchine automatiche. Già negli anni Ottanta siamo stati tra i primi a Bologna a utilizzare il Cad per progettare gli impianti elettrici e a investire sul software: una visione lungimirante, ma soprattutto vincente".

"Successivamente, nel corso degli anni, Iema ha ampliato le proprie competenze in hardware, software, robotica collaborativa e sistemi di controllo avanzati. La curiosità per il mondo ci ha portato a conoscere realtà e culture diverse, fino a inaugurare sedi internazionali a Chicago, Toronto e in Romania, mantenendo però la produzione esclusivamente in Italia, siccome crediamo molto nelle risorse che il nostro territorio ci offre. Oggi siamo un gruppo composto da quindici aziende, con l’ultima sede aperta a Dubai e nuove aperture previste a Milano e in Cina".

Qual è il motore dell’innovazione in Iema e come si esprime nella pratica?

"L’innovazione trova la sua espressione più autentica nel progetto Huevo – Human Evolution, un nome che richiama l’evoluzione umana ma che in spagnolo significa anche "uovo", cioè simbolo di nascita e nuovo inizio. Pur mantenendo il nostro core business legato alle macchine automatiche, questa svolta ci ha infatti permesso di cominciare una nuova era e avviare lo sviluppo del nostro primo umanoide".

"Parliamo di un prodotto fortemente italiano, che presenteremo a fine aprile. Un umanoide sì, ma con un’anima, perché esegue comandi senza essere programmato passo passo dall’uomo. Gli algoritmi che stiamo sviluppando permetteranno di creare un prodotto italiano unico nel suo genere, che combina intelligenza artificiale e analisi dei dati per rendere le fabbriche più efficienti e resilienti. Allo stesso tempo, dietro la sperimentazione dell’umanoide, ci sono inoltre prodotti vendibili e capaci di servire le aziende già oggi, come pallettizzatori con intelligenza artificiale integrata e non solo".

Quali prospettive per il futuro?

"Vorremmo immaginare un mondo in cui uomo e macchina lavorano insieme, in modo tale che la tecnologia possa sì aiutare la persona a fare sempre meglio, ma senza mai sostituirla. Questo perché le macchine, per essere performanti, hanno bisogno di qualcuno che le monitori e programmi: competenze umane, manutentori e figure specializzate saranno sempre necessarie".

Che realtà siete oggi?

"Un gruppo da 250 milioni di fatturato con 800 dipendenti, capace di crescere giorno dopo giorno. Il nostro obiettivo rimane quello di stare al passo con i tempi, puntando sull’eccellenza tecnologica italiana".

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© il Resto del Carlino