Crollo del turismo nel borgo da favola, FdI non ci sta: “Per Bagno di Romagna nessuna strategia”
Bagno di Romagna è un borgo antichissimo, sospeso tra due terre, la Romagna e la Toscana ed è anche sede di rinomate acque termali
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Cesena, 23 marzo 2026 – “Mentre l’Italia e l’Emilia Romagna hanno archiviato il 2025 con numeri da record, Bagno di Romagna ha fatto registrare un crollo del turismo del 9,12%”. L’affondo da Fratelli d’Italia della località d’Alto Savio. “Sono i numeri, non solo le nostre parole, a smentire la narrazione di una crisi generale del settore turistico – sostiene FdI –. La nostra regione ha evidenziato oltre 44,1 milioni di presenze (+3,9% sul 2024) e più di 13,2 milioni di arrivi (+7,8% ), trainati soprattutto dal turismo internazionale (+10% arrivi esteri). I dati ufficiali dell’Istat e della Regione Emilia Romagna confermano un sistema solido, diversificato e in crescita in tutto il territorio. Il turismo termale nazionale, che coinvolge 24 milioni di persone, produce una spesa diretta di oltre 5 miliardi di euro (stranieri +60%), come emerge dal rapporto Union-Camere Isnart presentato a Roma il 21 gennaio scorso”.
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In regione il turismo è in crescita
“L’Emilia Romagna – aggiunge FdI – cresce in modo diffuso e importante: sull’Appennino si segnala +12,7% di arrivi e +12,44% di presenze, le località collinari sono a +10,12% arrivi e +10,79% presenze, le città d’arte sono trainate dagli stranieri (+12,7%). Le località termali regionali tengono con +2,63% arrivi e presenze stabili (995mila). In Romagna emerge una contraddizione lampante rappresentata dalla seguenti statistiche: -0,36% per le località termali, +20,38% per le località collinari, +19,83% per le località appenniniche, mentre Bagno di Romagna incassa, come detto, un meno 9,12%”.
“Dieci anni di parole sul turismo al vento”
“Se i borghi dell’Appennino volano – prosegue FdI – con incrementi in doppia cifra grazie a natura, autenticità, enogastronomia e benessere, trend che Airbnb e i mercati internazionali premiano per il 2026, Bagno di Romagna perde competitività in modo netto. Non è il contesto a mancare. È la strategia. Il Piano Vias Animae resta un documento valido, con impegni programmatici presi dalla giunta, ma chiuso nel cassetto. Dieci anni di parole sul turismo, senza azioni strutturali, pesano sul nostro territorio. A livello nazionale, e regionale si cresce, qui si arretra”.
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“Subito gli Stati generali”
“Fratelli d’Italia – la conclusione – non accetta la cultura degli alibi per giustificare mancanze strutturali decennali. Già mesi fa il nostro Circolo ha aderito con convinzione alla proposta di Confcommercio di indire gli Stati Generali del Turismo a livello locale, un confronto aperto, inclusivo, con categorie, operatori, istituzioni, per definire una strategia condivisa e concreta. Ribadiamo oggi con forza questa volontà”.
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