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Referendum, il no stravince. In città oltre il 63 per cento. Ma 21 comuni scelgono il sì

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24.03.2026

Il sindaco Mezzetti: "Buon segno di primavera. Abbiamo contribuito a fare la differenza". Provincia spaccata: Appennino e parte della Bassa pro riforma. Record a Fiumalbo.

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Tra domenica e ieri mattina ci si chiedeva cosa potesse significare la sorprendente altissima affluenza alle urne registrata in provincia di Modena e in particolare a Modena città. La risposta è arrivata ieri pomeriggio: a Modena il No vince a valanga, guidando, assieme all’Emilia Romagna, il fronte dei territori che hanno respinto la riforma costituzionale della giustizia del governo Meloni. Modena e la sua provincia si è piazzata seconda in Emilia Romagna per l’affluenza, la città è tra le prime in Italia. Il No in provincia ha stravinto con quasi il 58% contro il 42% del Sì. In città il No ha addirittura doppiato i Sì attestandosi al 63%.

Al di là del merito tecnico della legge, è evidente che si è trattato anche, se non soprattutto, di un voto politico. I valori emersi dalle urne ricalcano grossomodo gli esiti elettorali delle ultime elezioni politiche e amministrative nei diversi territori: a Modena città, Terre d’argine, Carpi e Terre dei Castelli prevale il centrosinistra, trionfa il voto contro contro il governo. In montagna invece, dove il centrodestra si fa valere, domina il Sì, con punte plebiscitarie a Fiumalbo dove sfonda quota 76%. Nella Bassa emergono esiti alterni.

Nel dettaglio, a Modena città il 63% per il No è plasticamente vicino al risultato raggiunto dal sindaco Massimo Mezzetti alle amministrative. Un exploit che consente al capoluogo di trainare simbolicamente, assieme al resto dell’Emilia Romagna, il No anche a livello nazionale, dove la città si piazza nella top 5 della maggiore affluenza.

Nella Bassa e Terre d’argine il quadro è più complesso: a Bastiglia, Campogalliano, Carpi, Novi, Ravarino, Soliera, il No ha superato il 60%, mentre in comuni amministrati dal centrodestra come Mirandola e Cavezzo il No vince lo stesso, ma in misura minore. A San Felice e Camposanto il Sì la spunta con il 51%. Più robusta la vittoria del Sì a Finale con il 53% sebbene governata dal centrosinistra.

Risultati ’bulgari’ per il No a Castelfranco (63%), Nonantola (65%), San Cesario (64%), Spilamberto (61%). Si fa notare Marano dove il Sì vince al fotofinish (50,74%). Mentre si registra un maggiore equilibrio nel distretto ceramico: nei quattro comuni (Sassuolo, Fiorano, Formigine, Maranello) prevale il No sebbene in nessun caso raggiunga il 60 per cento. A Sassuolo in particolare vittoria di ’corto muso’ con il 51%.

In Montagna lo scenario si ribalta. Il Sì vince largamente ovunque, con acuti a Pievepelago e Prignano che superano il 60%, e la già citata Fiumalbo a quota 76%. In generale comunque il sì prevale in 21 comuni, forse l’unico motivo di consolazione per il centrodestra.

Esulta il sindaco di Modena Massimo Mezzetti: "Il voto di questi due giorni rappresenta una vittoria della democrazia e Modena è tra le città che hanno contribuito a fare la differenza". I cittadini "hanno dimostrato ancora una volta che quando la posta in gioco è la Costituzione la maggior parte degli italiani rimane innamorato della carta e suo geloso custode". È stato quindi "un voto nel merito del provvedimento che porta con sé un dato profondamente politico verso il Governo cui consiglio di essere molto più cauto rispetto ad altri progetti, come quello del premierato. In questo contesto la stragrande maggioranza dei cittadini modenesi e emiliano – romagnoli ha scelto la partecipazione e l’amore per la Costituzione: un buon segno di questo inizio di primavera".

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© il Resto del Carlino