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È in palio una fetta di salvezza. Ma oggi bisogna battagliare

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14.03.2026

Danilo Quaranta, 28 anni

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Nomini il ‘San Nicola’ e la mente corre subito a ‘Italia 90’, a quei mondiali che forse - con un pizzico di lucidità in più - gli azzurri di Vicini avrebbero potuto mettere in bacheca. L’Astronave, questo il soprannome dello stadio progettato da Renzo Piano, fu costruita proprio in quell’occasione e da lì in poi è diventata una delle cattedrali del nostro calcio. Terzo impianto italiano per capienza (58.270 posti), dopo l’Olimpico (70.634) e il Meazza (75.817) è il classico posto che trasuda storia e proprio qui, a partire dalle 15, la Reggiana cercherà di scrivere la propria. Sperando che sia ben diversa da quella delle ultime due uscite, umilianti dal punto di vista del gioco e delle occasioni concesse. Quattro gol incassati col Südtirol, due a Venezia (che ha colpito anche 3 legni) e la sensazione, molto triste, di una squadra totalmente in balìa degli eventi, incapace di reagire.

I granata oggi, sostenuti da 235 tifosi, dovranno tirare fuori gli artigli e dimostrare che vogliono davvero ribellarsi ad un destino che altrimenti li trascinerà in Serie C. In primis sarà valutato l’atteggiamento e poi, al fischio finale, si faranno i conti. È ovvio che si debba giocare per provare a vincere, ma - forte del successo dell’andata (3-1) - ad un certo punto alla Reggiana potrebbe andare bene anche un pareggio. Senza tralasciare che invece, se le cose dovessero mettersi proprio male, perdere con un solo gol di scarto potrebbe essere un compromesso tanto triste quanto prezioso: la differenza reti premierebbe ancora Portanova e compagni.

In settimana ha ufficialmente alzato bandiera bianca Rozzio e al centro della difesa dovrebbe esserci Quaranta anche perché le prove di Lusuardi sono state terrificanti. Dall’infermeria dovrebbero rientrare Tripaldelli (che si piazzerà a sinistra) e probabilmente anche Gondo che, se non partirà titolare in un inedito tandem con Novakovich, potrà almeno dare una mano a gara in corso. Per il resto le scelte sono quasi obbligate e l’unico ballottaggio riguarderà Charlys e Bertagnoli, con quest’ultimo favorito. Non vogliamo nemmeno pensare all’ipotesi che si rinunci ancora a Reinhart, pilastro insostituibile in una rosa così povera di talento e leadership.

Dall’altra parte ci sarà un Bari ferito e sconquassato da una dura contestazione che ha spinto il club a portare la squadra in ritiro dopo il 4 a 0 subìto a Pescara. Un tracollo pesante che però era arrivato dopo due successi di platino (a Marassi e in casa con l’Empoli) che confermano l’imprevedibilità della squadra allenata da Longo, richiamato a gennaio dopo i flop di Caserta e Vivarini. Il pericolo pubblico è il solito Moncini (7 reti), ma ultimamente stanno salendo di colpi sia Rao (3 centri) che Dorval (5 assist) che ingaggerà un duello chiave con Rover (o forse con Libutti). In mezzo al campo avrà un peso anche l’esperienza di Maggiore (2 gol e altrettanti assist), mentre in difesa Cistana potrebbe rilevare Nikolaou.

In ogni caso, una Reggiana connessa e determinata ha tutte le carte in regola per fare il colpaccio, ma è proprio questo il quesito: quale squadra si presenterà al San Nicola? Non avere una risposta precisa a 9 giornate dalla fine è abbastanza inquietante. Al campo, come sempre, l’ultima parola.

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