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Voli low cost all’aeroporto di Bologna, l’ad Ventola: “Siamo in crescita, impossibile rinunciarvi”

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05.03.2026

L'ad dell'aeroporto Marconi Nazareno Ventola

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Bologna, 5 marzo 2026 –  “Il sistema regionale degli aeroporti? Noi siamo il Marconi, facciamo fronte a una domanda che aumenta e aumenterà ulteriormente”. Parole nette quelle che l’amministratore delegato e direttore generale dell’Aeroporto di Bologna, Nazareno Ventola, dedica alla legge regionale sugli scali aerei e all’ipotesi di ridistribuire verso la Romagna e Parma parte dei low cost che attualmente atterranno e salpano da Bologna. 

"Il Marconi ha davanti a sè un percorso autonomo di crescita. Da parte nostra nessuno nega che gli altri aeroporti regionali abbiano il diritto di cercare di conquistarsi quote di mercato. Purché lo sviluppo di quegli scali sia figlio del mercato, e non predeterminato da altre dinamiche".

Dinamiche, lascia intendere il dg Ventola, di natura prettamente politica, volte a redistribuire in direzione della Romagna e di Parma parte del traffico aereo del Marconi, cogliendo al volo l’insofferenza di parte dei residenti della porzione ovest della città per il boom di cui è stato protagonista l’aeroporto di Bologna.

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"Irrealistica l’ipotesi di rinuncia ai low cost"

Ad essere bocciata dal dg del Marconi non è solo l’ipotesi di sinergia tra lo scalo di Bologna e quelli di Parma, Forlì e Rimini, ma anche l’ossatura che la Regione intende dare a un progetto di quel tipo. "Non è realistico chiedere a Bologna di rinunciare ai voli low cost in favore dei voli intercontinentali, immaginando che siano gli altri aeroporti regionali ad ospitare i low cost. Tra low cost e voli intercontinentali non esiste alcuna consecutio, nè i due settori sono alternativi l’uno all’altro. Anche per il fatto che sul fronte dei volti intercontinentali Fiumicino e Malpensa sono parte di un’altra categoria".

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Le incognite causate dalla guerra in Iran

Ventola ha poi dimostrato cauto ottimismo in vista dell’arrivo dei mesi più caldi – "vediamo prendere corpo all’orizzonte una buona stagione estiva" – pur dinanzi alle inevitabili incognite causate dalla guerra in Iran. "Al di là degli aeroporti semplicemente non attivi – la Emirates non sta volando, ma per Bologna parliamo di appena 400 passeggeri al giorno –, c’è un tema riguardante la chiusura dello spazio aereo iraniano e l’impossibilità di sorvolare la penisola araba, il che costringerà a lunghe circumnavigazioni per tutti i voli diretti ad esempio verso le Maldive, con l’obbligo di sorvolare l’oceano e l’Africa, mentre il contestuale divieto di sorvolo sulla Russia ha di fatto ristretto al corridoio del Caucaso l’intera mole di voli tra l’Europa e l’Estremo Oriente. A tutto questo vanno aggiunti i rincari inevitabili sui prezzi del carburante". 

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© il Resto del Carlino