Siti contaminati, quali sono quelli dell’Emilia-Romagna: i nodi ceramica, chimica e raffinerie
Le officine reggiane, il porto di Ravenna e lo scalo ferroviario San Donato a Bologna
Bologna, 17 aprile 2026 – L’elenco dei siti emiliano-romagnoli in cui sono in corso delle bonifiche tratteggia una geografia del passato industriale del territorio: tra i vari comparti che spiccano ci sono quello estrattivo della porzione nord della pianura modenese, quello agroalimentare dell’area di Forlì e Cesena, o ancora il settore della petrolchimica a Ravenna.
I dati, estratti dall’Anagrafe dei siti contaminati della Regione Emilia Romagna, raccontano di luoghi dentro le principali città della regione classificati come contaminati o potenzialmente contaminati (ovvero quelli in cui la eventuale contaminazione al momento è considerata da valutare). Ci sono anche siti che nel tempo sono stati fortunatamente ripuliti o la bonifica è quasi terminata. M a cosa si intende per contaminazione? I casi possono essere diversi. Tra gli esempi più comuni: la presenza di pannelli in eternit, elementi di degrado, derivanti da lavorazioni industriali, oppure processi di smaltimento di materiali, quali solventi.
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