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Il caso finisce in Senato. Ilaria Cucchi ai residenti: "Non vi lasceremo soli"

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18.02.2026

È una promessa, che condensa lo stato d’animo e traccia la rotta di un impegno. "Noi, non vi lasceremo soli". Ilaria Cucchi, dalla sala Nassirya del Senato fa una promessa ed esprime un auspicio. "Ferrara deve riflettere, perché quello che è accaduto al Grattacielo non è accettabile. Non si possono abbandonare cinquecento persone in strada: è un’emergenza sociale". L’occasione è la conferenza stampa organizzata assieme alle colleghe Sandra Zampa (senatrice dem) e la deputata pentastellata Stefania Ascari. Al di là dei politici – molti anche locali, tra cui Anna Chiappini (Pd), Anna Zonari (La Comune), Marzia Marchi (M5S) e Leonardo Fiorentini (Civica Anselmo) – tanti gli interventi delle associazioni di volontariati (in particolare Viale K), di residenti del Grattacielo e di Adam Atik, presidente di Cittadini del Mondo. "Stiamo dando voce a un’ingiustizia – attacca Ascari – perpetrata ai danni di cinquecento persone buttate in strada dalla sera alla mattina. Ciò che ha fatto il Comune è disumano e andranno accertate le responsabilità". La senatrice del Pd oltre a ricordare di aver sottoscritto l’interrogazione parlamentare di Cucchi rivolta al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, punta il dito sull’operato del primo cittadino. "In tanti anni di attività politica – scandisce Zampa – non mi era mai capitato di assistere a un primo cittadino che si vantasse di aver buttato fuori cinquecento persone. I cittadini hanno diritto di essere trattati come tali: qui siamo di fronte a qualcosa che riguarda lo stato di diritto".

Dietro i volti dei relatori, scorre il video di Paolo Bertazza che, nei giorni caldi dello sgombero conseguente all’ordinanza firmata da Fabbri, ha raccolto diverse testimonianze. "Queste storie – sintetizza Cucchi – sono la dimostrazione del fallimento dell’amministrazione leghista". Ma è Atik che accusa la Giunta di aver "utilizzato il quartiere Giardino per meri scopi elettorali e come campo di battaglia ideologico". Nell’affaire Grattacielo, il referente di Cittadin del Mondo legge una "una disumanizzazione pianificata" e nel sindaco "uno sceriffo che ha messo i sigilli alle case, senza aver attivato alcuna procedura emergenziale" demandando tutta la gestione dei nuclei familiari "al terzo settore". A proposito di questo – dopo la testimonianza di Maurizio Rossi (portavoce dei residenti nelle Torri) che auspica un supporto tecnico da parte del Comune per poter rientrare progressivamente nelle case, dopo gli adeguamenti – è la consigliera Anna Chiappini a rivendicare il ruolo delle associazioni. "Probabilmente – prosegue – Fabbri pensava di aver davanti una città diversa, che avrebbe accettato in silenzio questa decisione. Invece c’è stata un’onda di solidarietà che si è stretta attorno alle famiglie e le ha accolte".

Se per Marchi quello del Grattacielo è "un caso di portata nazionale", per Zonari "siamo di fronte a una violazione: questa situazione deve essere orientata ai diritti". Bertazza stigmatizza l’atteggiamento del primo cittadino che "la mattina dello sgombero ha avuto un atteggiamento derisorio nei confronti di chi stava cercando di portare conforto alle famiglie sgomberate, in una situazione di caos totale". La chiosa arriva da Leonardo Fiorentini secondo il quale ciò che è accaduto al Grattacielo è "vergognoso". "Già durante il Covid – ricorda – l’amministrazione Fabbri aveva dimostrato chiaramente la sua più totale inadeguatezza. Ma oggi la situazione è ancora più drammatica perché è evidente che la giunta non abbia vigilato sugli adeguamenti richiesti al condominio negli anni". Ora, per il futuro, dal suo punto di vista si allunga un’ombra preoccupante per il quartiere e, in definitiva, per la città. "Si sta parlando di rigenerazione urbana del quartiere – chiude il consigliere di opposizione – ma ho l’impressione che la volontà reale sia quella di imporre decisioni al di sopra delle teste dei residenti e di lasciar spazio alla speculazione edilizia".


© il Resto del Carlino