Campo largo, da Roma un assist a Fede
A meno di due mesi e mezzo dalle elezioni comunali di fine maggio, San Benedetto si trova senza un candidato sindaco definito in nessuno dei due principali schieramenti. A sinistra cresce la pressione per il ricorso alle primarie, mentre da Roma filtra un orientamento preciso per il campo largo: il candidato dovrebbe arrivare dal Movimento 5 Stelle. Secondo quanto emerge dal tavolo nazionale del centrosinistra, ci sarebbe una tacita convergenza sull’idea di affidare la candidatura a sindaco, per la coalizione allargata, alla componente grillina. A quel punto il primo e forse unico nome che viene in mente è quello dell’onorevole Giorgio Fede che nelle scorse settimane aveva già dichiarato la propria disponibilità a una eventuale candidatura. Resta però aperta la questione interna alla coalizione. Una parte significativa del centrosinistra locale spinge con forza per le elezioni primarie: tra i sostenitori di questa linea figurano l’ex assessore e consigliere regionale Fabio Urbinati, l’ex assessore comunale Margherita Sorge che proprio pochi giorni fa aveva sostenuto il ricorso al voto, la minoranza interna al Partito Democratico e gli esponenti di Alleanza Verdi Sinistra. Come si concilierà questa pressione dal basso con l’orientamento espresso a livello nazionale è ancora da chiarire. E rischia di trasformarsi nell’ennesima spaccatura.
Sul fronte opposto, il centrodestra è alle prese con una rosa di nomi ancora tutta da sfoltire. La Lega ha già indicato i propri riferimenti: l’ex sindaco Pasqualino Piunti e l’ex consigliere comunale Lorenzo Marinangeli. Tra le ipotesi ’civiche’, sfumato il nome di Sandro Donati ora arriva quello dell’ex rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Gian Luca Gregori, ma restano in ballo anche Gianni Balloni, Giuseppe Formentini e a sorpresa esce fuori anche il nome di Luigi Cava. Non è esclusa nemmeno la discesa in campo del consigliere regionale Andrea Assenti, anch’egli indicato come possibile candidato in quota FdI. Il suo ruolo attualmente è ad Ancona ma non è escluso che possa rispondere presente ad una eventuale chiamata alle armi per quanto riguarda il comune di San Benedetto. Il quadro, a pochi mesi dall’apertura delle urne, rimane dunque fluido e incerto in entrambi gli schieramenti. Nessun nome ha ancora ottenuto il via libera ufficiale delle rispettive coalizioni, e i tempi per costruire una campagna elettorale credibile iniziano davvero a stringersi. Anche se in molti affermano che, dopo le elezioni provinciali di metà marzo, la matassa su entrambi i fronti dovrebbe sbrogliarsi.
