"Anni di illegalità, quel campo nomadi va subito chiuso"
La tragedia ha scatenato in città varie reazioni, angoscia, dolore e, soprattutto, rabbia. A impersonare questo sentimento, che trova sfogo anche...
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La tragedia ha scatenato in città varie reazioni, angoscia, dolore e, soprattutto, rabbia. A impersonare questo sentimento, che trova sfogo anche sui social, è Giovanni Bertoldi, capogruppo Lega Modena in consiglio comunale. A parte la gravità del fatto in sè – quattro giovani, di cui due minorenni, che paralizzano una città e causano la morte di una anziana che transitava casualmente sulla loro traiettoria – c’è la questione del contesto. Vivono tutti nell’area nomadi di San Matteo, in via Canaletto, sotto la Tav, da tempo "abusiva" e più volte contestata. Lo scorso settembre lì scoppiò un rogo e fu Fd’I, tramite Luca Negrini, a sollevare la questione chiedendo di interrompere la situazione di illegalità. "Sono anni che Lega Modena – tuona ora Bertoldi – denuncia la pericolosità sociale di quell’accampamento, dove vengono svolte attività illegali, anche gravi, note a tutti. Il Comune di Modena ha investito nelle microaree familiari per nomadi, nelle quali è possibile avviare percorsi di scolarizzazione e politiche di integrazione, ma gli accampamenti illegali devono cessare immediatamente, senza tentennamenti. I modenesi non possono rischiare la vita ogni volta che escono di casa, in una città in cui vi sono criminali che agiscono senza controllo e si fanno beffa delle forze dell’ordine. Mi è stato riferito – prosegue Bertoldi – che il campo Rom di San Matteo è stato recentemente attenzionato dal Comune, che avrebbe previsto di affrontare la questione insieme a Ferrovie dello Stato, proprietaria dell’area situata in corrispondenza della tratta ferroviaria sospesa dell’alta velocità. Ma ora sono necessarie misure radicali. Il campo deve essere sgomberato e chiuso, con l’intervento delle forze dell’ordine e il posizionamento di barriere in cemento per impedirne una futura rioccupazione. Concludo esprimendo il mio sconcerto per il fatto che minori coinvolti in un omicidio siano stati riaffidati alle famiglie rom di provenienza, anziché essere collocati, come sarebbe opportuno in presenza di una conclamata pericolosità sociale, in una struttura penale minorile".
Sulla questione campo nomadi interviene anche FI con il capogruppo Piergiulio Giacobazzi: "Lo abbiamo chiesto per anni, portando il caso più volte in Consiglio comunale, e lo ribadiamo oggi di fronte all’ultimo gravissimo fatto di cronaca. Quell’area, trasformata in rifugio per criminali, va definitivamente sgomberata. Un’area priva di regole, abitata da persone che delinquono ed in cui vivono minori senza prospettive e in pericolo quotidiano se non avviati al crimine, non può continuare ad essere tollerata. Il Comune ha il diritto-dovere di mettere fine allo scempio e ad eliminarla dalla mappa di Modena. Continuare a non intervenire significa accettare che esista, nel territorio comunale, una zona franca sottratta a ogni regola".
La tragedia alla Crocetta ha mobilitato anche il comitato ’Modena merita di più’: "C’è da rabbrividire. Ci troviamo costretti a vivere in una roulette russa a cui nessuno avrebbe mai voluto giocare". "Troppo buonismo, città fuori controllo. La cosa peggiore – commentano in tanti – è che la vittima siamo certi che non avrà mai davvero giustizia".
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