Pure lo Spezia riprende vita al Manuzzi. Cesena sempre più nel tunnel: contestato
CESENA (3-5-2): Klinsmann; Ciofi, Amoran, Mangraviti (1’ st Piacentini); Ciervo, Francesconi, Castagnetti, Berti (37’ st Vrioni), Frabotta (24’ st Magni, 27’ st Corazza); Shpendi, Cerri (27’ st Olivieri). A disp.: Siano, Ferretti, Guidi, Bastoni, Bisoli, Zamagni, Wade. All.: Mignani.
SPEZIA (3-5-2): Radunovic; Ruggero (13’ st Vignali), Mateju, Bonfanti; Sernicola, Bellemo (13’ st Comotto), Romano, Adamo (38’ st Nagy), Beruatto (19’ st Aurelio); Artistico, Skjellerup (20’ st Vlahovic). A disp.: Mascardi, Loria, Conte, Bertoncini, Shagaxle, Lorenzelli. All.: Donadoni.
Arbitro: Di Marco di Ciampino.
Reti: 4’ pt Shpendi, 18’ pt e 30’ st Artistico, 8’ st Berti, 22’ Aurelio.
Note: spettatori 9.885; espulso Vergassola nel finale; ammoniti Mangraviti per il Cesena, Bellemo e Skjellerup per lo Spezia; angoli 7-0; recupero 2’ e 6’.
Il Cesena riporta in vita pure lo Spezia. Perde contro una formazione in gravissima crisi, terzultima in classifica, capace di segnare 3 gol nell’ultimo mese e mezzo (gli stessi messi alle spalle di Klinsmann ieri sera) con l’allenatore, Donadoni, in bilico fino a questo match. Vincendo al Manuzzi si salva e mette Mignani sulla graticola. La crisi del Cesena è profonda, pericolosa, prende troppi gol. La squadra soffre tanti problemi, un paio macroscopici cui non si riesce a
porre rimedio. Enorme è la facilità con cui gli avversari, anche i meno prolifici del campionato come ad esempio Bari e Spezia, riescono ad andare in gol, contro la difficoltà dell’attacco romagnolo di trasformare le tante occasioni create. Stavolta però due gol sono arrivati, purtroppo
però ne ha subiti altri 3 e le medie diventano da retrocessione, alla vigilia di un poker di impegni sulla carta proibitivi con Empoli, Monza, Modena e Frosinone.
Rientra Francesconi, sono fuori Zaro per squalifica (Amoran in campo), Castrovilli e Arrigoni per acciacchi. Finalmente in campo la coppia d’attacco sulla carta più intrigante con Cerri prima punta e Shpendi a girargli attorno mentre Corazza continua a guardare dalla panchina. Parte subito forte il Cesena, Frabotta crossa da sinistra per l’accorrente Shpendi, libero di battere a rete per il nono timbro stagionale. Passano 4 minuti, la gara sembra in discesa. Ma al quarto d’ora lungo lancio di Bellemo, Amoran non interviene, lascia rimbalzare, Artistico ringrazia e in semirovesciata pareggia con Klinsmann che guarda la palombella insaccarsi. Gol assurdo con concorso di colpa del portiere. Stavolta la fase difensiva non c’entra, sono gli errori in serie dei difensori a condannare il Cesena alla sofferenza, uniti alla inefficienza di un Klinsmann che non offre più la sicurezza della scorsa stagione. Con Cerri giocano meglio Shpendi e Berti, entrambi falliscono l’occasione da urlo che lui gli apparecchia ed anche lo stesso ex Como si fa parare da Radunovic uscito alla disperata.
Occasioni da urlo, ma come al solito gli avversari pungono sull’unica occasione a fronte della tradizionale sarabanda di quelle bianconere gettate al vento. Ci pensa Berti sotto la ’sua’ Curva Mare a rimettere a posto le cose dopo l’ennesimo miracolo del portiere ligure, ancora su botta di Shpendi. I disastri sono in difesa, ennesima dormita generale e lo Spezia pareggia col solito ex di turno, Aurelio, subentrato dalla panchina 3 minuti prima. Lo sbando è totale, i liguri segnano pure il terzo gol che salva la panchina di Donadoni e mette in pericolo quella di Mignani: Aurelio colpisce il palo e Artistico ribadisce in rete. In un primo momento l’arbitro annulla, chiamato al monitor concede il gol. Restano i fischi e la contestazione dei tifosi. Con la società a riflettere sul da farsi.
