Gelate, è allerta per il colpo di coda dell’inverno: “Corsa contro il tempo per salvare i frutteti”
Le gelate potrebbero infatti danneggiare i fiori e le prime fasi di formazione dei frutti (foto d'archivio)
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Bologna, 26 marzo 2026 – Colpo di coda dell’inverno atteso (e arrivato) in Emilia-Romagna a partire da oggi, con temporali, nevicate, vento forte e mareggiate sulla costa. “Il ritorno del freddo e del maltempo – scrive Coldiretti Emilia Romagna in una nota – ha colpito duramente l’Emilia-Romagna, con i danni più recenti e pesanti che si registrano nel Faentino, dove la neve ha provocato il cedimento di numerose reti antigrandine già stese sui frutteti: le strutture sono crollate sotto il peso, causando danni a impianti e piante di kiwi, pesche e albicocche, con perdite stimate per centinaia di migliaia di euro”.
"Sull’Appennino modenese e reggiano si registrano nevicate fuori stagione, con trattori scesi in strada per liberare la viabilità nei punti più critici – è il bilancio di Coldiretti –, mentre in pianura il vento sferzante si è abbattuto sui frutteti in piena fioritura, aumentando la vulnerabilità delle piante proprio in una fase delicata del ciclo produttivo. La principale preoccupazione degli agricoltori è ora legata al previsto abbassamento delle temperature: le gelate potrebbero infatti danneggiare i fiori e le prime fasi di formazione dei frutti. In provincia di Ravenna si registra forte apprensione in vista del rasserenamento, con piante già fortemente bagnate che risultano più esposte al rischio gelo, mentre nel Forlivese e nel Cesenate si segnalano danni da vento e neve, con alberi caduti e rami spezzati. Nel Ferrarese si evidenziano possibili criticità per le barbabietole da zucchero, seminate da pochi giorni, mentre diverse aziende frutticole hanno attivato impianti antigelo per proteggere le fioriture”.
“Ad aggravare la situazione – conclude Coldiretti Emilia Romagna – è anche l’impennata dei costi, soprattutto per le serre e per gli impianti di protezione delle colture, spinti dai rincari del gasolio legati allo scenario internazionale. Le anomalie climatiche rischiano infine di sconvolgere la programmazione delle aziende agricole e i normali calendari di maturazione, determinando squilibri nell’offerta con cali e successivi aumenti anomali dei prodotti, con ripercussioni lungo tutta la filiera agroalimentare.
Neve e vento forte oggi a Forlì: in Appennino fiocchi fino a 30 centimetri e alberi caduti in città
L’intervista a Davide Vernocchi
"No, non mi disturba. Ho appena finito un cda da remoto perché sono qui a cercare di mettere in sicurezza quello che si può". Il ’qui’ sono i campi dell’azienda agricola di Davide Vernocchi che, prima di essere presidente di Apo Conerpo, soprattutto un produttore. Albicocche, pesche nettarine, pere e cachi sono le coltivazioni sulle quali Vernocchi ha puntato, ma nella coop che presiede i 6mila produttori conferiscono tutto il meglio della produzione frutticola romagnola. E per loro la corsa contro il tempo è iniziata.
Vernocchi, torna l’inverno?
"Non lo sappiamo ma ci stiamo attrezzando come se: da domani (oggi, ndr) alla luna di Pasqua è il periodo più critico. Hanno previsto raffiche di vento, a essere sinceri, mai segnalate prima in questa stagione e temperature impegnative proprio nel momento in cui l’intera campagna è in anticipo: i peri stanno fiorendo ora, ma molte piante stanno addirittura già sfiorendo. In una fase così delicata ci preoccupa il fattore gelo".
Non partite da zero però.
"Sì, ma non tutti. I frutteti sono fabbriche a cielo aperto e negli ultimi anni hanno visto spesso importanti investimenti economici per mitigare gli effetti di cambiamenti climatici così repentini. Parlo di reti antigrandine, reti antiinsetto, ventole e sistemi antibrina".
"Ah no, contro il vento non possiamo fare nulla. Io da me, ad esempio, ho anche già aperto le reti antigrandine: speriamo...".
Qual è la zona che vi preoccupa di più?
"Tutta la pianura e la zona pedecollinare perché è lì che si concentrano le produzioni maggiori e, visto l’andamento degli ultimi anni, ci stiamo dando da fare per salvare tutta la filiera".
"Fare investimenti in quei sistemi di difesa attiva che le ho detto vuol dire consentire all’azienda di raccogliere il prodotto, mantenere la manodopera e avere produzione sufficiente da soddisfare il mercato che, altrimenti, si orienta altrove".
Il sistema delle assicurazioni non funziona più?
"Funziona, ma hanno raggiunto costi spesso insostenibili e operiamo in un continuo regime di incertezza sui contributi statali che già sono passati dal 70 al 50% nei contributi per la sottoscrizione di polizze".
L’unica è ’armarsi’ da sé allora?
"Secondo noi sì, coltivazioni di kiwi giallo, pere, mirtilli tanto per citarne alcune comportano investimenti costosi che vanno garantiti. Purtroppo ci sono ancora molti produttori che bollano come episodi isolati gli eventi meteo avversi, mentre i dati storici evidenziano che non è più così e che la frutticoltura deve diventare sempre più resistente, anche nella selezione delle speci".
Qual è la casistica meteo?
"Le ultime grosse gelate primaverili si erano registrate intorno al 1996-97. Poi, però, dal 2020 i cali termici si sono presentati ogni anno, compromettendo spesso interi raccolti visto che abbiamo avuto punte di -5°C. Solo l’anno scorso, grazie agli investimenti fatti, si è visto cambiare qualcosa. A volte basta una variazione di 0,1°C per salvare la produzione".
Ci sono sistemi più efficaci degli altri?
"Dipende dalle condizioni meteo, a volte serve un mix, ad esempio, di ventole antibrina, torce o della tecnica di gelare le chiome irrorando le piante, per proteggerle".
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