I tesori nascosti dei musei: quando vederli grazie all’iniziativa ‘Depositi aperti’
Professionisti nei depositi museali del nuovo progetto dell'Emilia Romagna
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Bologna, 4 marzo 2026 - C’è un patrimonio silenzioso che abita i musei, custodito oltre le sale espositive: nei depositi, dove si conserva la parte più ampia e spesso meno conosciuta delle collezioni pubbliche.
È da qui, da questi spazi di studio, cura e responsabilità, che prende forma “Depositi e Patrimoni in Rete”, la prima rete nata in Italia, di cui fanno parte dodici musei dell’Emilia-Romagna, con l’obiettivo di strutturare in modo stabile la collaborazione tra musei sul tema della gestione dei depositi e della conservazione preventiva.
Da questa esperienza, costituitasi nel giugno 2023, nasce “Depositi Aperti” il programma di aperture straordinarie che, tra marzo e maggio, porterà il pubblico dentro questi spazi normalmente non accessibili, trasformandoli in luoghi di conoscenza, partecipazione e consapevolezza.
Che cos’è il progetto ‘Depositi aperti’
Il progetto e il calendario di apertura sono stati presentati oggi in conferenza stampa a Bologna, da Gessica Allegni, assessora regionale alla Cultura; Andrea Bortolamasi, assessore alla Cultura del Comune di Modena, capofila di rete, intervenuto in collegamento; Cristina Ambrosini, dirigente del Settore Patrimonio culturale della Regione; Valentina Galloni, dirigente del Servizio iniziative culturali e di promozione turistica ed economica del Comune di Modena e direttrice del Museo Civico cittadino.
“Depositi e Patrimoni in Rete rappresenta una delle esperienze più innovative e significative nate in questi anni nel nostro sistema museale regionale - sottolinea Allegni-. Mettere in rete i depositi significa investire nel futuro dei musei e nel diritto delle cittadine e dei cittadini a un patrimonio curato, accessibile e riconosciuto come bene comune. Con “Depositi Aperti” compiamo un passo ulteriore: apriamo simbolicamente e fisicamente luoghi spesso inaccessibili, restituendo al pubblico la consapevolezza del lavoro della grande cura che rendono possibile ogni esperienza museale. L’Emilia-Romagna- chiude l’assessora- si conferma laboratorio nazionale di innovazione culturale, capace di trasformare un’esperienza formativa in un modello stabile di cooperazione tra istituti e di restituire visibilità a un patrimonio spesso invisibile ma centrale per la vita culturale delle comunità”.
“Con ‘Depositi e Patrimoni in Rete', Modena ha l’opportunità di guidare un progetto unico a livello nazionale, che mette in rete dodici musei dell’Emilia-Romagna per valorizzare e rendere accessibili spazi normalmente invisibili al pubblico – aggiunge Bortolamasi-. Con ‘Depositi Aperti’ trasformiamo i depositi in luoghi di conoscenza, partecipazione e consapevolezza, mostrando quanto lavoro, competenza e passione siano alla base di ogni esperienza museale. Essere capofila di questa iniziativa ci rende orgogliosi di contribuire a un modello stabile di cooperazione tra musei, in grado di tutelare il patrimonio e di avvicinarlo alle comunità”.
Il calendario delle aperture: quali sono i musei da scoprire
Il programma “Depositi aperti” coinvolgerà le istituzioni di “Depositi e Patrimoni in Rete”.
Il calendario si aprirà il 7 marzo al Museo della Civiltà Contadina - Istituzione Villa Smeraldi di Bentivoglio (BO), con una visita dedicata al patrimonio tessile e al tema della dote contadina.
Il 27 marzo il Museo Casa Cervi (RE) aprirà i depositi in occasione dell’anniversario della scomparsa di Alcide “Papà” Cervi, mentre il 29 marzo e il 9 maggio il Museo Civico di Modena proporrà due appuntamenti dedicati al riallestimento e al lavoro di conservazione.
Il 16 maggio si concentreranno numerose iniziative: il Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo (RA), la Civica Pinacoteca “Il Guercino” di Cento (FE), il Museo Civico Archeologico di Bologna e il Museo Archeologico di Cesena, quest’ultimo in occasione della Notte Europea dei Musei, apriranno i propri depositi o presenteranno restauri e casi studio legati alla conservazione.
Il programma proseguirà il 23 maggio al Museo del Duomo e Diocesano di Fidenza, il 24 maggio alla Sinagoga e Museo Ebraico “Fausto Levi” di Soragna (PR) e si concluderà il 31 maggio ai Musei Civici di Reggio Emilia con una visita-laboratorio dedicata agli oggetti etnografici in deposito. Tutte le iniziative sono a prenotazione obbligatoria.
Quando nasce l’iniziativa progettuale
La rete nasce dall’esperienza avviata nel 2021 con la prima edizione italiana del programma Re-Org, per il riordino dei depositi e la conservazione preventiva. Da quel percorso formativo è cresciuta una comunità professionale coesa.
La rete opera su quattro direttrici strategiche: formazione e mentoring continuo tra professionisti, conservazione preventiva come fondamento della tutela a lungo termine, sviluppo di standard condivisi per la gestione dei depositi e valorizzazione del patrimonio conservato, con l’obiettivo di renderlo più accessibile e riconosciuto anche dal pubblico.
Nel biennio 2024-2025 sono stati organizzati workshop, gruppi di lavoro tematici, attività di analisi dei rischi e pianificazione delle emergenze, oltre alla redazione di un modello di regolamento per i depositi museali, oggi in fase di sperimentazione presso il Museo Civico di Modena, il Museo Archeologico di Bologna e il Museo Cervi di Gattatico (RE). La collaborazione tra istituti si è rivelata decisiva anche in occasione dell’alluvione del 2023 in Romagna, quando la comunità Re-Org ha garantito supporto concreto alle strutture colpite.
Tra i risultati più significativi vi è l’elaborazione di un regolamento di rete, sottoscritto il 17 luglio 2024 dai rappresentanti legali degli istituti aderenti, con validità fino al 2029, accompagnato da un piano strategico biennale. È in corso di pubblicazione un documento dedicato ai casi studio di conservazione in deposito, cui seguirà una guida sintetica per l’utilizzo dei materiali conservativi.
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