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Cresta sui fondi europei, la famiglia del sindaco Parcaroli: “Estranei all’inchiesta”

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26.02.2026

“Il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli non ha mai ricoperto alcun ruolo in R-Store o in qualsiasi altra società coinvolta in questa vicenda”. Così la famiglia Parcaroli, in una nota, si dice “estranea a ogni inchiesta”, dopo che è emerso il coinvolgimento della società R-Store (che ha acquisito nel 2024 l’azienda del primo cittadino) in un’indagine per corruzione condotta dalla Procura europea. Nell’ambito dell’inchiesta, i magistrati hanno chiesto l’arresto di sedici persone, tra docenti universitari, ricercatori, insegnanti e di alcuni manager e dipendenti di società informatiche. L’indagine è partita dalla Sicilia ma riguarda anche altre regioni. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di corruzione propria e turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente. L’inchiesta è partita nel 2023 quando fu arrestata Daniela Lo Verde, allora dirigente della scuola Falcone dello Zen di Palermo, nota per il suo impegno antimafia, il suo vice e una dipendente dell’azienda R-Store spa. I due hanno già patteggiato una condanna per peculato e corruzione. Secondo quando emerge dal nuovo filone, coordinato dai sostituti della Procura europea, Calogero Ferrara e Amelia Luise, i docenti indagati avrebbero fatto in modo che gli affidamenti di forniture e servizi (gran parte dei quali con fondi europei Pnrr) agli enti per cui lavoravano andassero a determinate società informatiche dalle quali ottenevano in cambio cellulari, smart tv, e altri device elettronici, per sé e per familiari e conoscenti.

Il coinvolgimento nella vicenda di R-Store, che due anni fa ha rilevato Med Computer, ha spinto la famiglia Parcaroli a chiarire la sua posizione, specificando che si tratta di “vicende relative al 2023. Riteniamo doveroso rendere nota la nostra posizione in modo diretto e trasparente – dicono i Parcaroli –. La nostra famiglia non ha mai controllato R-Store, che è la società che nel 2024 ha acquisito Med Computer srl, azienda tecnologica maceratese da noi fondata e guidata. Contestualmente all’operazione di vendita, avvenuta a fine 2024, Stefano e Lucia Parcaroli (i figli del sindaco, ndr) per dare continuità all’attività sono rimasti all’interno del management. Questa responsabilità è stata accettata solo al fine di tutelare le persone che lavoravano con noi da anni”. La famiglia Parcaroli assicura di “rispettare il lavoro della Procura europea e di ogni autorità giudiziaria procedente, ma ribadiamo la nostra estraneità alle condotte oggetto di indagine, tanto che qualora le contestazioni mosse a R-Store dovessero trovare riscontro, noi saremmo tra i soggetti danneggiati. Il sindaco Sandro Parcaroli non ha mai ricoperto alcun ruolo in R-Store o in qualsiasi altra società coinvolta in questa vicenda. Ogni accostamento della sua figura istituzionale a questa indagine è privo di qualsiasi fondamento fattuale e giuridico”.


© il Resto del Carlino