Pronto soccorso, tempi d'attesa troppo lunghi
Giorni fa mi sono recato al pronto soccorso dell’ ospedale Maggiore per accompagnare mia moglie che stava poco bene. Siamo entrati tra le 12.30 e le 13 in ospedale e alle ore 21,45 stavamo ancora aspettando il responso di una Tac poi arrivata. Mi sembra un po’ eccessivo che una persona vada al Pronto soccorso di un ospedale efficiente e debba rimanere in attesa lì dentro minimo otto ore per aspettare un responso?
Ne stanno provando di tutti i colori per migliorare i tempi di attesa al Pronto soccorso degli ospedali, ma ci sono giorni e notti in cui l’impresa sembra impossibile. Per Bologna, ma non solo, è un problema antico. Gli ospedali Sant’Orsola e Maggiore soffrono questa situazione (e i pazienti di conseguenza) non per mancanza di professionalità dei sanitari ma per diversi fattori che si sommano. Nonostante l’obiettivo della Regione sia la dimissione entro 6 ore (fantasia pura), la realtà registra spesso superamenti della soglia, specialmente nei codici meno gravi classificati come verdi e bianchi, con eccessi di diverse ore. I Cau hanno migliorato (non dappertutto) la situazione che però rimane a un livello di emergenza. Carenza di medici e di operatori sanitari e forse una organizzazione non perfetta sono le concause di uno scenario che prima o poi andrà, se non risolto, reso almeno accettabile. I sindacati e le rappresentanze Rsu da tempo denunciano condizioni di lavoro difficili e il sovraffollamento, con casi di pazienti in attesa su barelle per tempi prolungati. La Regione sta tentando di correggere questo nodo e ha già introdotto il nuovo sistema di triage a 5 codici di colore con l’aggiunta delle figure del “medico d’area” e “infermiere flussista” per migliorare l’accesso. Sono anche previste nuove assunzioni per tentare di decongestionare i reparti, in particolare all’ospedale Maggiore.
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