Il centro si svuota Adesso serve un piano serio
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Il centro storico si sta spopolando, sta diventando un deserto ed è un peccato. Ci sono più turisti che residenti e se andiamo avanti così resteranno solo i senzatetto. Anche gli studenti universitari sono in calo perché non trovano alloggio. Cosa bisogna fare? Personalmente non ne ho davvero idea ma il problema va affrontato seriamente da parte delle istituzioni prima che sia davvero troppo tardi.
Passano gli anni, ma otto (e più) son lunghi. Non è una canzone di Adriano Celentano, ma una riflessione sul centro storico di Bologna che da un pezzo subisce la desertificazione dei residenti. Chi può scappa, altri se ne vanno verso aree esterne spinti dalle esigenze. Affitti troppo alti, difficoltà a trovare alloggio, scarsità di parcheggi. Diverse ragioni si intrecciano su un nodo che da troppo tempo non trova soluzioni, anzi si aggrava. Dal 1986 a oggi ci sono 8mila residenti in meno. Manca soprattutto da parte delle istituzioni un piano organico che unisca tutte le forze in campo, dal Comune, alle associazioni di categoria, alle associazioni della proprietà immobiliare, agli organismi che tutelano gli inquilini. Tutti parlano, riflettono, propongono ma in realtà le cose vanno sempre peggio. Lo testimonia anche l’allarme lanciato pochi giorni fa dal cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna. A parte l’evidenza dei fatti uno degli elementi che ha convinto il cardinale ad esporsi è il fatto che nelle aree di una parte del centro, Santo Stefano e Strada Maggiore, si registrano zero iscritti ai corsi di catechismo. Mai accaduto. Ha influito anche il calo demografico, ma incide pure l’esodo abitativo dal cuore della città. Il Comune nel novembre scorso ha varato un teorico piano per salvare il cuore cittadino, ma per ora anche dai commenti delle associazioni di categoria, non si ha traccia degli effetti.
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