Lo stadio ottiene l’agibilità dopo 43 anni
Il 23 marzo è una data destinata a restare nella storia di Montefano. Dopo oltre quattro decenni, infatti, il campo...
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Il 23 marzo è una data destinata a restare nella storia di Montefano. Dopo oltre quattro decenni, infatti, il campo sportivo dell’Immacolata ha finalmente ottenuto la licenza di agibilità per locali di pubblico spettacolo uscendo da un lungo e complesso limbo burocratico durato 43 anni. Realizzato nel 1983, l’impianto non era mai stato regolarizzato in via definitiva. La capienza era limitata a 99 spettatori, costringendo negli anni le amministrazioni a ordinanze sindacali in deroga per consentire una maggiore affluenza di pubblico, con tutte le criticità e le responsabilità che ne derivavano. Ora invece lo stadio è ora omologato per 494 persone.
Un risultato frutto di un articolato percorso tecnico e amministrativo, portato avanti dalla giunta guidata dal sindaco Angela Barbieri. L’investimento per la riqualificazione e la messa in sicurezza dell’impianto ammonta a 876.847 euro, anche grazie alle risorse ottenute dal bando Sport e periferie 2020. Sul fronte della prevenzione incendi, sono stati realizzati adeguamenti indispensabili per ottenere il parere favorevole dei vigili del fuoco e della commissione di vigilanza. Dal punto di vista impiantistico e della sicurezza, si è proceduto alla completa revisione dell’impianto elettrico, all’installazione dell’illuminazione di emergenza, dei gruppi di continuità e al collaudo statico delle tribune. Non meno rilevanti gli interventi dedicati al decoro e alla funzionalità, con lavori sui servizi igienici e la manutenzione delle aree verdi. "Abbiamo raggiunto un obiettivo storico con tanto lavoro e impegno – sottolinea l’amministrazione comunale –. Abbiamo ereditato una situazione di precarietà che si trascinava dal 1983 e abbiamo scelto di affrontarla in modo definitivo. Oggi lo stadio dell’Immacolata è un impianto moderno, sicuro e certificato". Con il rilascio della licenza Tulps, il campo sportivo potrà ora ospitare in sicurezza non solo le partite di calcio, ma anche concerti e manifestazioni pubbliche, eliminando la necessità di provvedimenti straordinari e aprendo nuove prospettive per la vita sociale e culturale della comunità.
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