Candiano, un ’muro’ della vergogna . Movida a destra, degrado a sinistra
Ruderi e abbandono sull’altra riva, una bomba sociale in piena Darsena
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Le due rive del Candiano si guardano e mostrano una diversità sempre maggiore: se la destra infatti negli anni si è animata con locali e arredo urbano, diventando una zona frequentatissima, soprattutto nel periodo estivo, dall’altro lato tutto langue e, ad eccezione della sede dell’Autorità portuale, il resto è solo ruderi e degrado. Sul lato sinistro, lungo via Antico Squero e via Eustachio Manfredi, il recupero non è mai partito. Qui si trovano edifici come l’ex Mosa, l’ex Montecatini, tutti di proprietà privata e sui quali finora non è stato presentato alcun progetto. È tutta archeologia industriale, il cui recupero richiederebbe investimenti importanti. Alcuni anni fa il magazzino in legno in via Antico Squero, a pochi metri da dove è stato rinvenuto l’uomo senza vita l’altra notte, lo scheletro di un edificio che aveva tetto e pareti di amianto poi rimossi dai proprietari su intimazione del Comune, mostrò segni di cedimento e sempre il Comune chiuse la strada. Era il 2019 e nel 2021 era ancora tutto chiuso perché la proprietà non si decideva a mettere in sicurezza l’edificio. Quella ‘cattedrale di legno’ dell’ex Montecatini è particolarmente fragile e la mancanza di un intervento risolutivo potrebbe mettere seriamente a repentaglio la sua sopravvivenza. Diversa la situazione per l’ex mangimificio Mosa e per i Silos Granari, comunque abbandonati da oltre un decennio.
Uno spiraglio potrebbe aprirsi con il nuovo Piano Urbanistico Generale, che sarà approvato nei prossimi mesi. "Il PUG – spiega l’assessore all’urbanistica Massimo Cameliani – redatto ai sensi della Legge Regionale 24/2017, definisce una visione strategica per la Darsena di Città attraverso il progetto cardine SQ05a. Il Masterplan prevede nell’area a sinistra del Candiano un’ampia zona verde con la creazione del ‘Parco delle Archeologie Industriali’, pensato per integrare le storiche strutture produttive con nuovi spazi pubblici. Una fitta rete di percorsi ciclo-pedonali collegherà il centro storico e la stazione direttamente alle sponde del canale. Inoltre sono previste ‘aree verdi sportive’ per migliorare la qualità ambientale e la rigenerazione degli edifici di archeologia industriale. L’assetto urbanistico è completato da una divisione in aree che promuove un mix funzionale tra turistico-commerciale, culturale e multifunzionale con l’obiettivo di ricucire il rapporto tra città e porto". Una visione d’insieme che potrebbe indurre i proprietari a ragionare su possibili investimenti.
Per ora gli edifici abbandonati e fatiscenti sono diventati un rifugio per chi non ha un posto dove andare e probabilmente in questo contesto si deve essere consumato il tragico fatto di cronaca dell’altra notte.
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