Monte Giove, trafugata la reliquia di San Valerio
La chiesa dell’eremo di Monte Giove
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di Anna MarchettiRubata la reliquia di San Valerio: da ieri pomeriggio è chiuso l’eremo di Monte Giove e lo rimarrà per tutta la giornata di oggi. Il furto è avvenuto tra le 12 e le 15.30 di ieri pomeriggio: i frati camaldolesi dell’ordine di San Benedetto se ne sono accorti solo quando sono entrati in chiesa. I ladri si sono impossessati della reliquia del santo, che nessuna ha mai visto, in quanto da 400 anni si trova all’interno di una cassa di legno a sua volta custodita in un’urna di pietra, chiusa con un coperchio e posizionata sotto l’altare: si trova in quel punto da quando è stata costruita la chiesa.
"Hanno aperto il coperchio dell’urna – racconta padre Maurizio – che è molto pensante, estratto la cassetta, poi abbandonata in chiesa e si sono impossessati della reliquia". E ancora padre Maurizio: "Non sappiamo cosa ci fosse dentro la cassetta, sigillata da 400 anni". Poche anche le notizie su san Valerio: "Non ci sono documenti o certificati sul santo, o che accompagnino la reliquia. Non sappiamo dire né da dove venga né quando sia vissuto".
Per padre Maurizio la "reliquia di san Valerio (solitamente oggetti corporei o appartenuti al santo) non avrebbe comunque "alcun valore commerciale". Quindi l’ipotesi più probabile è che si tratti di un atto vandalico. Così lo definiscono i frati camaldolesi nel post su Facebook nel quale, subito dopo il furto, hanno comunicato a chi frequenta Monte Giove che oggi, 8 marzo, "l’Eremo sarà chiuso e le funzioni sospese". "Purtroppo – hanno scritto i frati – la chiesa dell’eremo di Monte Giove ha subìto un grave atto vandalico di cui siamo enormemente dispiaciuti".
Sono in corso le indagini da parte dei carabinieri e proseguiranno anche nella giornata di domani, tanto che l’eremo non potrà essere aperto al pubblico come di consueto. Nessun rumore ha messo in allarme i quattro frati che vivono a Monte Giove. Non si conta molto neppure sulle telecamere, posizionate nella chiesa. Comunque il ladro deve essere arrivato con un mezzo di trasporto: un’auto o un motorino, da solo o accompagnato. I frati non hanno percepito nulla di anomalo e hanno continuato la loro vita quotidiana fin quando non sono andati in chiesa dove hanno trovato la devastazione. "Se siamo nelle celle o in refettorio – fa presente frate Maurizio – è impossibile accorgersi se qualcuno percorre il vialetto".
Quel che è certo è che il furto della reliquia del santo Valerio, oltre ad essere un reato, è un atto di dispregio verso la fede e la religione. Evidentemente nemmeno il silenzio, la bellezza e la spiritualità di un luogo come Monte Giove sembrano fermare i malviventi. "Luogo – scrivono i frati nel sito – prezioso per coltivare lo spirito e la preghiera", non certo per commettere reati e profanazioni.
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