menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Pulisce la spiaggia di sua proprietà, denunciato dal Comune

20 0
06.03.2026

Alla fine della scorsa estate sono arrivati alcuni operai con piccoli mezzi nell’area di spiaggia davanti all’hotel Le Conchiglie

Articolo: Effetti a catena sui turisti in tutta l’Asia: “Voli sospesi, bloccati in Thailandia. Ma l’ambasciata non ci risponde”

Articolo: L’appalto di Senigallia. Tutti i detriti della spiaggia smaltiti senza differenziare

Articolo: La content creator Federica Silenzi: "Torno in Italia per qualche giorno, ma a Dubai la situazione è gestibile"

Riccione, 6 marzo 2026 – Pulisce la spiaggia, che è di sua proprietà, e finisce con una denuncia penale. Accade al Marano quando alla fine della scorsa estate arrivano alcuni operai con piccoli mezzi nell’area di spiaggia davanti all’hotel Le Conchiglie. Quest’area, anche se è sabbiosa, non è demaniale, bensì privata. Fa parte dell’hotel e come tale è stata acquistata dalla società di Andrea Falzaresi che ha recuperato un albergo abbandonato facendone una struttura moderna a due passi dalla spiaggia.

Effetti a catena sui turisti in tutta l’Asia: “Voli sospesi, bloccati in Thailandia. Ma l’ambasciata non ci risponde”

L’intervento della società

L’hotel è collegato con la spiaggia privata grazie a un tunnel realizzato al tempo della costruzione del’hotel Le Conchiglie sul finire del secolo scorso. Dopo avere riqualificato l’hotel, la società che gestisce il Club family hotel aveva deciso di intervenire anche sul sottopasso, ripulendolo dopo anni di incuria e degrado. Una volta sistemato, i turisti avrebbero potuto percorrerlo per recarsi in totale sicurezza sulla spiaggia la prossima stagione, evitando di attraversare viale d’Annunzio. Resta un problema: cosa troveranno sulla sabbia? Per evitare brutte sorprese la società decide di inviare alcuni operai, chiamati a togliere gli arbusti cresciuti nel tempo, senza andare a toccare la duna esistente. Una volta ripulita l’area, gli operai hanno posato sulla sabbia alcune pedane per evitare di affondare con i piedi nella sabbia. Infine c’era un problema da ovviare: la sicurezza una volta usciti dal sottopasso.

Posato un muretto a secco fatto di blocchetti di tufo

Per evitare che i più distratti potessero cadere sulla rampa di risalita una volta arrivati sulla sabbia, viene posato un muretto a secco fatto di blocchetti di tufo, come se ne vedono di ornamentali in tanti giardini. Questo accade su una spiaggia privata, ma per il regolamento comunale non si può fare.

I controlli e la denuncia

Così arrivano i controlli e nella relazione scritta successiva si parla di ‘lavori nella parte di spiaggia di proprietà, mediante mezzi pesanti, consistenti nell’eliminazione degli arbusti, di parte della vegetazione esistente e posa in opere di camminamenti realizzati con piastrelle in cemento posate a secco. Si rileva inoltre: realizzazione di tre parapetti costruiti in mattoni di tufo delimitanti le scale del sottopasso pedonale che collega la spiaggia all’albergo’. Per gli uffici pubblici la pulizia effettuata e le lavorazioni conseguenti sono state fatte in assenza di titolo, anche se l’area è privata e non si tratta di costruzioni di alcun tipo. Quindi scatta la segnalazione, a cui segue la denuncia e l’ordinanza di ripristino dei luoghi. La proprietà preferisce evitare alcun commento sull’accaduto, rilevando che quanto fatto andava nella sola direzione di pulizia e decoro dei luoghi.

© Riproduzione riservata


© il Resto del Carlino