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Certificati anti-rimpatrio: su 64 visite per i Cpr in 44 casi è arrivato il no all’idoneità

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20.02.2026

Ravenna, 20 febbraio 2026 – Tra il settembre 2024 e il gennaio 2026, dei 64 irregolari in attesa di espulsione passati al vaglio della necessaria vista medica al reparto delle Malattie Infettive, 44 (quasi il 69%) erano stati ritenuti non idonei a essere accompagnati in un cpr, centro di permanenza per il rimpatrio. Nello specifico, per 34 (53%) era stata certificata la non idoneità dopo la visita. Mentre 10 (quasi il 16%) si erano rifiutati di sottoporsi alla visita: di conseguenza il medico non aveva potuto emettere alcun certificato. Da ultimo per 20 irregolari (circa il 31%), il medico che li aveva visitati, aveva attestato che erano idonei a essere trasferiti in un cpr.

Gli ultimi dati aggiornati dell’inchiesta

Si tratta degli ultimi dati aggiornati relativi all’inchiesta della polizia battezzata dalla stampa dei ’certificati anti-rimpatrio’ che vede otto medici indagati a piede libero per falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale e continuato. Praticamente tutti quelli delle Malattie Infettive tranne tre. E per non dare semplicemente ’i numeri’, ci preme precisare da subito due cose. Che l’interpretazione giuridica dei numeri spetta ai magistrati: in questa fase ai pm titolari del fascicolo Daniele Barberini e Angela Scorza. E che gli irregolari accompagnati per le visite di idoneità a i cpr, non è mica che siano a spaglio tutti gli extracomunitari racimolati dalle forze dell’ordine lungo la strada: si tratta perlopiù di persone arrestate dopo avere commesso crimini e per le quali era arrivato il nulla osta all’espulsione.

Il 25enne del Senegal che aveva palpeggiato 7 lavoratrici

Vedi il 25enne del Senegal che aveva palpeggiato sette lavoratrici tra la stazione ferroviaria e la biblioteca Classense o il 26enne del Ghana che tra le altre cose aveva distrutto la pensilina del bus in stazione e commesso un furto in un supermercato del centro. Nella categoria dei possibili accompagnamenti ai cpr, non rientrano naturalmente i richiedenti asilo, come quelli arrivato domenica scorsa con la nave ong ’Solidaire’. O quegli extracomunitari - come stabilisce lo specifico decreto ministeriale Lamorgese del maggio 2022 - che soffrano di particolari condizioni: vedi malattie contagiose, o per le quali siano necessarie terapie specifiche, o che nel viaggio in aereo potrebbero aggravarsi o ancora disturbi psichiatrici.

In Italia il diritto alle cure è garantito

In Italia - e chi ha viaggiato un poco lo sa - il diritto alle cure è garantito, anche nella fin troppo vituperata sanità nostrana. Qui il sospetto degli inquirenti è semmai un altro: cioè che dietro ad alcuni certificati di non idoneità, vi potessero essere posizioni arbitrarie e aprioristiche. E, dato che la perquisizione eseguita il 12 febbraio scorso dalla squadra Mobile era stata preceduta da una informativa depositata dieci giorni prima, è chiaro che la procura dispone già di diversi elementi. L’analisi del materiale sequestrato - sostanzialmente telefonini e computer - potrà corroborare o meno un quadro accusatorio che al momento è solo preliminare. L’estrazione informatica dei dati (chat e mail) tramite parole chiave, riguarderà un periodo che va dal maggio 2024 al gennaio 2026.


© il Resto del Carlino