"Credo che l’amicizia con Gesù aiuti a vivere meglio"
Due studenti con don Natale
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La mattina del 3 febbraio scorso abbiamo incontrato don Natale, il nuovo parroco del nostro paese, Casola Valsenio, a cui abbiamo rivolto alcune domande.
Lei era già stato parroco qui diversi anni fa: che effetto le ha fatto ritornare?
"È stato come tornare indietro di cinquant’anni. Ho ritrovato persone che non vedevo da tempo, ho ricordi belli, soprattutto dell’arciprete don Menetti, che mi diede fiducia lasciandomi lavorare con i ragazzi. Riparto da quanto di buono è già stato seminato, con il desiderio di farlo crescere insieme".
Vorremmo parlare con lei in particolare dei giovani, che idea si è fatto?
"L’impressione è positiva: mi sembrano educati e disponibili. Essendo il paese piccolo ne ho già conosciuti molti. Mi piacerebbe però vederne di più in chiesa: credo che l’amicizia con Gesù aiuti a vivere meglio".
Quali sono, secondo, lei le principali esigenze dei giovani oggi?
"Parlando con alcuni di loro, è emerso il bisogno di un luogo dove incontrarsi, visto che nel paese ci sono poche occasioni di aggregazione e divertimento. Sarebbe importante creare spazi e attività per stare insieme e crescere divertendosi".
Di che cosa avrebbero bisogno i ragazzi della nostra età?
"Hanno bisogno di un clima affettivo sereno, in famiglia e nelle amicizie, e di punti di riferimento solidi. È importante trovare un senso alla vita: per me la fede aiuta a fare scelte significative e a credere nella pace, nella giustizia e nella responsabilità verso la comunità. Dimostrare che Gesù è vivo, amico dell’uomo e accompagna nelle scelte e nella crescita".
Come si può aiutare un ragazzo in difficoltà?
"Incontrandolo, ascoltandolo e dialogando. Si possono proporre attività o gesti concreti di aiuto reciproco: in una piccola comunità questo è più facile".
In che modo i giovani possono dare un contributo alla vita della comunità?
"Aprendosi agli altri e alle tematiche del nostro tempo, senza vergognarsi di dare il proprio contributo. È importante ascoltarli, capire i loro bisogni e valorizzare le loro idee, che possono rendere il mondo migliore".
Che consiglio darebbe in generale ai ragazzi della nostra età?
"Chiedersi: “Che cosa posso fare io per realizzare me stesso e non sprecare la mia vita?”. Riflettere sui bisogni delle persone vicine e su ciò che possiamo fare concretamente per i giovani, gli amici e chi si trova in situazioni di difficoltà o povertà. È importante recuperare il senso profondo della vita, anche con l’aiuto della fede, che consiste nel dare e ricevere".
Dario Cavina, Noa Munoz, Vinicio Rivola, classe 2^AScuola media ‘Oriani’di Casola VasenioProf.ssa Silvia Rossini
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