"La crisi Gambro mette a rischio anche tutta la filiera dell’indotto"
A Medolla tra lavoratori, sindacati e istituzioni c’è la consapevolezza che la salvezza di Gambro Vantive non consente tempi morti. Mentre domani mattina alle 11 al teatro Facchini di Medolla la Giunta comunale ha convocato una assemblea pubblica, da Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec fanno sapere che "non c’è ancora nessuna data per il tavolo ministeriale e speriamo che sia prima delle 4-8 settimane che la proprietà si è presa per ultimare la messa in vendita". Comprensibile la trepidazione delle oltre 500 maestranze che da mesi vivono nell’incertezza, in attesa di una svolta produttiva e industriale che non arriva. Anzi, con il passaggio al Fondo statunitense Carlyle, rappresentato in Italia da Marco De Benedetti, la situazione è andata precipitando fino ad apprendere dal tavolo regionale del 16 febbraio a Bologna che la proprietà se ne vuole liberare, in tutto o in parte.
"Non si può fare speculazione in questo modo - ha ribadito il vecepresidente della Regione Colla -. Non si può usare la cultura di Wall Street, per cui quando si licenzia si cresce in Borsa". Parlando di Gambro si parla della prima azienda biomedicale sorta nel 1962, allora Dasco. Perderla varrebbe come tagliere le radici di una pianta.
"Un’eventuale interruzione o ridimensionamento della filiera – dichiarano all’unisono Cna, Lapam, Confesercenti e Confcommercio - avrebbe ripercussioni sulle piccole e medie imprese dell’indotto, molte delle quali strettamente integrate nei processi produttivi. Le conseguenze sarebbero non solo industriali ma anche occupazionali, con effetti inevitabili sul potere d’acquisto di numerose famiglie". Lo sguardo per questa vertenza allora si allarga oltre i cancelli dello stabilimento di Medolla. "Il comparto biomedicale – dicono dal M5s - sta subendo una penalizzazione che mette a rischio imprese e posti di lavoro. Per questo rilanciamo sul completamento dell’asse della Cispadana come collegamento a scorrimento veloce e gratuito, sul rafforzamento dei collegamenti tra Modena e i Comuni dell’Ucman e sull’investimento strategico della Ferrovia Cispadana a servizio del distretto biomedicale e delle comunità della Bassa".
