Omicidio di San Luigi, due mesi di misteri, silenzio e nessun indagato: la figlia chiede risposte alla Procura
Sono ormai passati due mesi dalla scoperta, avvenuta il 18 dicembre scorso, del corpo senza vita di Nicola Granieri, ucciso con un colpo di pistola alla nuca nel suo alloggio di via Machlig. Attorno alle indagini, dirette dal pm Andrea La Ganga e affidate alla Squadra mobile, tutto tace. Su questo efferato omicidio che nasconde traffici illeciti di gioielli, orologi, ma forse anche dell’altro, è calato ormai il silenzio. La pista seguita dagli inquirenti porta ad Est, oltre confine, o al Sud Italia?
La procuratrice Patrizia Castaldini fa il bilancio dei primi nove mesi a Trieste. In aumento anche le rapine di strada. «Il fenomeno dei raggiri impegna, una rete di telecamere sul territorio serve come deterrente e anche per le indagini»
Sembra evidente che chi è entrato in quell’appartamento non lo abbia fatto per portarsi via un semplice bottino, oro o denaro per capirci, bensì per recuperare qualche cosa di preciso. Visto che in casa sono stati comunque rivenuti gioielli: bracciali, anelli, collane, ciondoli. E poi mazzette di banconote (quasi 10 mila euro in totale), lo stesso portafogli di Granieri con all’interno del denaro, sistemati tra mensole e armadi in stanze diverse della casa. L’assassino ha avuto poco tempo, non è riuscito a perlustrare bene tutto l’appartamento o la sua visita era mirata a recuperare qualcosa di specifico custodito nella cassaforte della vittima e trovata aperta?
La Procura ha imposto il massimo riserbo a chi sta lavorando al caso. Non ci sono ancora degli indagati.
La figlia di Granieri, persona offesa in questo procedimento penale e chiamata a un’eventuale eredità del padre, attraverso il suo legale ha presentato alla Procura un’istanza perché, ad oggi, non è riuscita ancora a conoscere esattamente quali beni siano stati trovati e sequestrati dal personale della Mobile nell’abitazione del padre e come siano conservati quegli oggetti, con quali cautele. Lo scooter di Granieri è stato trovato? Dove è custodito? La cassaforte è stata sequestrata? Cosa c’era all’interno? La figlia ha diritto di conoscere questi elementi.
Prova dello “stub” per un artigiano e un’operatrice sanitaria che frequentavano la casa di Granieri
Sul versante delle indagini a breve verrà depositata in Procura la relazione medico legale firmata da Raffaella Vetrini dell’Istituto di Medicina legale di Cattinara, che potrà fornire qualche elemento in più, utile a capire la dinamica dell’omicidio e a dare maggiori certezze sulla data della morte. Sebbene i risultati essenziali siano già stati evidenziati dopo una prima ispezione del cadavere: colpo d’arma da fuoco alla nuca, probabilmente sparata da distanza ravvicinata, con il proiettile che ha trapassato il capo uscendo dalla tempia e la morte avvenuta, forse, addirittura il giorno prima del ritrovamento del cadavere.
Nelle mani della Procura ci sono invece già i risultati della copia forense della scheda Micro SD della quale era dotata una delle telecamere trovate nell’abitazione della vittima. La Polizia postale di Trieste, incaricata di effettuare questa operazione utile a raccogliere quanto catturato eventualmente da quella telecamera, doveva depositare i risultati entro il 30 gennaio. Sono previsti infine entro un mese – il magistrato aveva fissato come termine 60 giorni dall’avvio degli accertamenti iniziati il 16 gennaio scorso – i risultati degli accertamenti di natura genetica, dattiloscopica e balistica disposti su una serie di referti e affidati al Gabinetto interregionale della Polizia scientifica del Triveneto. Sotto la lente d’ingrandimento l’ogiva rinvenuta nell’alloggio, le tracce sul bauletto dello scooter, sul casco e sugli indumenti. I risultati porteranno a una svolta oppure quello di Granieri si candida a diventare un cold case?
