L'editoriale/ Il peso dell’Italia nei nuovi equilibri
Il sollievo per la scarcerazione di Trentini e degli altri italiani detenuti senza imputazioni in Venezuela è comune (e ci mancherebbe) ed è venuto il momento di fare qualche ragionamento sulle azioni che hanno portato a questo soddisfacente risultato. Già circolano le ricostruzioni, più o meno accurate, delle lunghe trattative che hanno portato a raggiungere l’obiettivo, e tutte, con maggiore o minore convinzione, sottolineano la complessità di operazioni del genere.
In premessa, converrebbe ricordare che il nostro apparato diplomatico, con il supporto dei servizi di intelligence, ha una tradizione in questo campo, che purtroppo è sempre oggetto di nuovi casi. Esistono però diverse tipologie di sequestri, da quelli che sono opera di bande di predoni, dove il problema è, per così dire, puramente economico (pagare i riscatti), a quelli che fanno capo ad organizzazioni terroristiche che vogliono essere riconosciute come soggetti politici, a quelli infine, come sono i casi citati, gestiti da stati che perseguono finalità scopertamente di interessi di potere.
Ciascuna tipologia richiede modalità di intervento proprie, ma indubbiamente le seconde sono difficili e ancor più lo sono quelle in cui sono in gioco rapporti con stati. Vogliamo ricordare un paio di casi che illustrano le capacità di azione del sistema Italia: nel 2005 la liberazione della giornalista del “Manifesto” Giuliana Sgrena, sequestrata in Iraq, operazione che costò la vita a Nicola Calipari, il funzionario al vertice del SISMI che aveva già........
