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Visto dalla Svizzera/ Incredulità e sgomento

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03.01.2026

Come ogni svizzero risvegliatosi molto male dalla notte di un sobrio Capodanno (sobrio nel mio caso), oggi mi sento stranito e svuotato. Piango i ragazzi, respingo il pensiero di come possano essere morti, mi chiedo al prezzo di quali sofferenze sopravviveranno i grandi ustionati e fino a quando i "fortunati" che sono fuggiti spaccando i vetri delle finestre si porteranno dentro l'incubo di quella notte. Mi commuovono i racconti di smarrimento e di coraggio: adolescenti che tentavano il massaggio cardiaco ai coetanei fuori dal locale, tra la neve e il bagliore delle fiamme. 
Il cuore pesa come una pietra se provo a immaginare il terrore dei genitori, dei fratelli, dei nonni e degli amici dei sedicenni-venticinquenni intrufolatisi........

© Il Messaggero