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Padova, dazi e crisi globali: «Ecco come reagiscono le imprese padovane»

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06.02.2026

«Reti di impresa e spinta sull’innovazione» per resistere all’uragano dei dazi e dei cambiamenti globali in atto. E poi ancora «ampliare l’accesso al credito e pensare a nuovi modelli finanziari». È la ricetta per l’economia padovana del presidente della Camera di commercio Antonio Santocono, che legge così la mappa delle imprese sul territorio realizzata dall’ufficio studi dell’ente di piazza Insurrezione.

Una fotografia chiara che divide il territorio in macroaree, ognuna con una sua caratteristica: il capoluogo e la cintura urbana sono ormai dominate dai servizi (e questo impone per il futuro una rilettura della zona industriale), nell’Alta si conferma la vocazione manifatturiera, il Piovese è il territorio con la più alta percentuale di imprese nel settore costruzioni, mentre la Bassa resta un territorio a grande vocazione agricola, esposto perciò alle tempeste dei mercati (e degli accordi commerciali internazionali, come il Mercosur) così come alle difficoltà per il cambiamento climatico che incide sulla produzione.

Insomma, quello padovano è un territorio complesso che va analizzato a partire dai punti fermi. Come la vocazione turistica delle Terme e dei Colli, cui si è recentemente aggiunta anche quella cittadina con l’Urbs Picta: «Questa diversità è una ricchezza – chiarisce Santocono – ma si traduce anche in un diverso impatto dei cambiamenti in atto negli scenari macroeconomici globali.........

© Il Mattino di Padova