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Lodi piange Roberto Arditti: la gioventù in città fra tennis, politica e gli amici della compagnia di via IV Novembre

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03.04.2026

Roberto Arditti aveva 60 anni: nel 2016 fu premiato con il Fanfullino d’oro

Per approfondire:

Articolo: Morto Roberto Arditti, giornalista e comunicatore. Una vita tra informazione e politicaArticolo: Addio a Franco Tentorio, morto l’ex sindaco di Bergamo: “Cortesia e capacità di ascolto. In politica confronti corretti e rispettosi”Articolo: Morto a 88 anni Rino Marchesi, il milanese che per primo allenò Maradona

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Lodi, 3 aprile 2026 – Amarezza e dolore, a Lodi, per la scomparsa del giornalista Roberto Arditti. Aveva 60 anni. Fatale è stato un malore che l’aveva colpito nella notte tra martedì e mercoledì. Ricoverato al San Camillo di Roma, era in coma cerebrale. Ieri i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Donerà gli organi.

Il profilo

Arditti era nato a Lodi il 28 agosto 1965 e si era laureato in discipline economiche e sociali alla Bocconi di Milano, è stato dirigente della Gioventù Repubblicana e ha lavorato dal 1987 al 1992 nel gabinetto del presidente del Senato Giovanni Spadolini. Dal 1992 al 1997 è stato direttore delle news di Rtl 102.5. Nel suo “curriculum” anche l’esperienza, dal 1997 al 2001 e dal 2002 al 2007, come autore della trasmissione “Porta a Porta” su Rai 1. Durante il secondo governo Berlusconi, dal 2001, Arditti è stato portavoce del ministro dell’Interno Claudio Scajola.

Dal dicembre 2008 al gennaio 2010 ha diretto anche il quotidiano Il Tempo ed è stato anche direttore della comunicazione e relazioni esterne di Expo 2015.

Il riconoscimento

Il 19 gennaio 2016, a Lodi, era stato premiato col Fanfullino d’Oro, massima onorificenza cittadina consegnata dalla “Familia Ludesana”. “Dedico questo premio alle persone hanno partecipato al successo di Expo – aveva commentato Arditti all’epoca, reduce dall’impegno meneghino –. Il nostro Paese ha dimostrato di avere volontà ed essere capace di affrontare nuove sfide”.

Un'immagine più recente di Roberto Arditti

Il ricordo

Arditti era nato in viale IV Novembre, al 21. “La scomparsa di Roberto rappresenta una grave perdita per la città di Lodi, è stato uno dei figli più illustri – ricordano gli amici –. Aveva studiato al liceo Gandini prima di conseguire la laurea alla Bocconi. È sempre stato uno sportivo ed era un ottimo tennista. Da giovane faceva parte della compagnia di ragazzi che si ritrovava alla panchina di viale IV Novembre”.

“Aveva sempre uno stile elegante e fin da ragazzo grande proprietà di linguaggio – aggiungono –. Si era appassionato rapidamente alla politica e presto era andato a Roma per lavorare nel partito Repubblicano. Ma tornava spesso a Lodi, anche perché qui c’è ancora sua mamma Carla. Siamo scioccati e non ci saremmo mai aspettati una notizia del genere. Era giovane e conduceva una vita sana”.

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