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I Giochi entrano nel carcere di Bollate. La sfida olimpica fra detenuti, magistrati e polizia: “Il vento di Milano-Cortina scavalcherà tutti i muri”

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15.02.2026

Sopra la presentazione dei Giochi della Speranza in Triennale dove è allestita Casa Italia Milano-Cortina Qui accanto una delle precedenti edizioni in carcere

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Milano, 15 febbraio 2026 – “In un momento in cui la città di Milano è attraversata da questo meraviglioso vento olimpico, mi emoziona profondamente l’idea che questa atmosfera, con i valori dei giochi, possa scavalcare muri che normalmente sono invalicabili, per raggiungere luoghi dove non soffierebbe mai, come all’interno di una casa di reclusione”. Così Massimo Achini, presidente Csi Milano, annuncia i “Giochi della Speranza“ che dopo avere attraversato l’istituto penitenziario di Rebibbia, a Roma, stanno per arrivare per la prima volta alla casa di reclusione di Bollate. 

Le discipline in lizza

La data è segnata: 28 febbraio, dalle 9.30. Calcio, pallavolo, tennis tavolo, atletica, sfide a biliardino e scacchi. In campo scenderanno detenuti, magistrati, società civile e polizia penitenziaria per la “Piccola olimpiade in carcere”, promossa dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport, dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dalla rete di magistrati Sport e Legalità e dal Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre, col patrocinio del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede. Ieri la presentazione nella sede di Casa Italia - Milano Cortina 2026, alla Triennale di Milano.  

"Portare la speranza in carcere significa offrire alle persone detenute la possibilità di respirare un’aria di normalità, interrompendo schemi, ritmi e abitudini che spesso rendono la quotidianità detentiva monotona, ripetitiva e povera di significato – sottolinea Daniele Pasquini, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport –. I Giochi della Speranza rappresentano, in questo senso, molto più di un semplice evento: generano attesa, preparazione, coinvolgimento e contribuiscono a restituire valore al tempo, aiutando chi partecipa a viverlo con uno sguardo più aperto e fiducioso”​​​.  

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Il significato dell’iniziativa 

"Non abbiamo alternative: o pensiamo al carcere come un luogo dimenticato, distante dalla società, o lo immaginiamo come luogo dove espiare la pena ma, allo stesso tempo, dove iniziare un percorso nuovo, di reinserimento sociale e di speranza. Ecco, questo è il significato profondo di questi Giochi: dare speranza”, ribadisce il giudice e coordinatore della Rete Magistrati Sport e Legalità, Fabrizio Basei. Il direttore del carcere di Bollate, Giorgio Leggieri, ha auspicato che "iniziative come questa siano radicate nel territorio, soprattutto in un periodo segnato dalle Olimpiadi. Il carcere viene spesso percepito come luogo di separazione, mentre può diventare scenario di inclusione sociale, capace di ricomporre e dare normalità a una comunità di oltre 1.600 persone”. 

I Giochi della Speranza si innestano anche nel palinsesto di “For Each Other", l’iniziativa patrocinata dal Dicastero vaticano per la Cultura e l’Educazione, da Athletica Vaticana e dal Comune di Milano, che vede gli oratori milanesi al centro: tre i “Villaggi sportivi“ dedicati ai valori olimpici (eccellenza, amicizia e rispetto) - uno allestito nella chiesa di San Babila, uno in quella di Sant’Antonio e il terzo nell’oratorio di Sant’Eufemia - tredicimila ragazzi già coinvolti, duecento scuole e 150 volontari che stanno facendo scoprire “Le vie della bellezza“ ai visitatori arrivati a Milano da tutto il mondo per le Olimpiadi.

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