Gli studenti ingaggiati per i Giochi olimpici: “Noi, sul set più grande del mondo. La tv è sport di squadra estremo”
Gli studenti ingaggiati per i Giochi «Noi, sul set più grande del mondo La tv è sport di squadra estremo» Trentasette ragazzi dello Ied di Milano nella macchina produttiva dell’Olympic Broadcasting Service Le emozioni di Lorenzo, Rana, Francesco e il ruolo chiave del video logger durante le competizioni
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Milano – «L’aspetto più emozionante è vedere dall’interno la macchina produttiva più grande del mondo. Ci sono lavoratori di ogni nazionalità, tutti super amichevoli. Per chi studia Video Design è come assistere a una masterclass continua su come si gestisce un
evento globale»: Lorenzo Mangini, 21enne di Bergamo, è tra i 37 studenti di Ied Milano ingaggiati da OBS, Olympic Broadcasting Service, per i Giochi. Tra loro c’è chi ha fatto da assistente alla camera, chi si è occupato di supporto logistico e chi si è sperimentato nei panni del video logger, ovvero ha monitorato le competizioni in tempo reale, loggando i momenti chiave per catalogarli e renderli disponibili ai broadcaster. Da Milano a Cortina, passando da Bormio, ciascuno aveva il suo ruolo. Lorenzo è Venue Games Services Assistant: «Il mio compito è assicurarmi che le crew abbiano il supporto necessario per lavorare, dalla gestione degli spazi comuni al reperimento di materiali urgenti – spiega –. Qui ho capito che la televisione è uno sport di squadra estremo. OBS è composta da migliaia di persone che non si conoscevano prima, ma che devono lavorare come un unico organismo. Si impara a fidarsi del collega e a comunicare in modo sintetico e preciso».
Rana al Droubi, 20 anni, studentessa di Product Design originaria dall’Arabia Saudita, è stata Games Services Runner a Milano, all’International Broadcast Center di Vignate (dove ha contribuito anche alla gestione e distribuzione di oltre 6.000 kit di uniformi) e poi a Cortina, dove ha supportato le competizioni di curling e le discipline sliding. «L’aspetto più entusiasmante? Contribuire al più grande palcoscenico sportivo del mondo e aiutare a portarlo a un pubblico globale – racconta –. Ho imparato a lavorare in team, gestire la pressione, pensare in modo critico e affrontare i problemi con un approccio orientato alla soluzione».
«Questa esperienza – sottolinea Rana – ha davvero trasformato il modo in cui vedo la mia vita, il mio lavoro e il mio futuro. Mi ha mostrato la scala a cui voglio operare, il livello di responsabilità che sono in grado di gestire e il tipo di ambiente in cui desidero crescere».
Sofia Maria Lidia Votino, 21 enne di Milano, è Camera assistant a Bormio. Ethimad Abdel Rahman è video logger a Milano, Francesco Fumagalli, 21enne milanese, è al Tesero Cross Country Skiing Stadium: «Sto facendo l’assistente audio: sistemiamo cavi, controlliamo, togliamo e mettiamo microfoni ovunque servano – racconta da Trento –. Le aspettative sono ampiamente rispettate: è veramente un “set“ enorme pensando che mi trovo in un piccolo paesino di montagna».
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