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Pusher ucciso a Rogoredo, Pisani: “Cinturrino è un delinquente”. L’ammissione dei colleghi: “Ci minacciava, temevamo potesse spararci”

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23.02.2026

Da sinistra il capo della polizia, Vittorio Pisani e l'ispettore Carmelo Cinturrino accusato di aver ucciso Mansouri

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Milano, 23 febbraio 2026 – "La polizia di Stato ha operato l'arresto di un ex appartenente della polizia di Stato, anzi lo definirei un delinquente e penso che questa sia l'immagine sana del nostro modo di operare. Abbiamo la necessità di essere un punto di riferimento per la nostra collettività”. Anche Vittorio Pisani, capo della polizia, ha scaricato l’ormai ex assistente capo Carmelo Cinturrino arrestato oggi con l’accusa di aver ammazzato, lo scorso mese, il 28enne Abderrahim Mansouri a Rogoredo.

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"Attendiamo l'esito e il completamento delle indagini che anzi, dobbiamo con molta franchezza dire che sono state ricostruite molto velocemente grazie a una sinergica fiducia della magistratura e collaborazione con la squadra mobile di Milano. All'esito poi di queste indagini saranno presi dovuti provvedimenti disciplinari nei confronti degli altri soggetti che sono rimasti coinvolti e che hanno preso l'interrogatorio. L'attività ispettiva non è stata avviata nell'immediatezza chiaramente per evitare sovrapposizioni investigative, per non recare danno alle indagini che erano state delegate al ministero", ha proseguito Pisani.

Il timore dei colleghi

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Intanto i pm, oltre al pericolo di fuga contenuto nel fermo, contestano a Cinturrino anche rischio di reiterazione del reato per la sua "elevatissima capacità criminale", e inquinamento probatorio. Elementi dedotti anche dalle testimonianze sempre più dure dei colleghi. Tre dei poliziotti indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso nel caso Mansouri hanno messo a verbale che “Cinturrino si sarebbe attivato più volte per raccomandare che la versione della 'legittima difesa' venisse sostenuta senza esitazioni". Gli stessi agenti inoltre avevano il "timore che potesse aggredirli e far loro del male".

Il collega che era più vicino a lui quando ha sparato ha raccontato addirittura che, mentre andava verso la macchina quel pomeriggio del 26 gennaio, ha pensato che lui potesse "sparargli". "Ho avuto questo pensiero - ha detto l'agente interrogato - Cinturrino è una persona pericolosa. Incute timore, è rude". Anche gli altri agenti lo hanno descritto, scrivono il procuratore di Milano Marcello Viola e il pm Giovanni Tarzia nella richiesta di custodia cautelare in carcere, come una "persona aggressiva e violenta", che era solita "percuotere le persone che frequentavano il bosco di Rogoredo anche avvalendosi di un martello".

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