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“Così cambia l’Esercito: tecnologia, addestramento, valori. L’etica è il parametro irrinunciabile nell’uso dell’Intelligenza artificiale”

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10.04.2026

Alcune immagini di esercitazioni militari delle nostre forze armate, sul campo e nelle simulazioni con le nuove tecnologie

Per approfondire:

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Generale Masiello, con due pericolosi scenari di guerra alle nostre viste, in Ucraina e Medio Oriente, come siamo messi per la nostra sicurezza strategica?

“Veniamo da un periodo caratterizzato dalle cosiddette operazioni di supporto alla pace, che richiedevano altre dottrine, altri mezzi, altri sistemi – avvisa il Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito –. Quello che è successo ci ha portato a rivedere tutto. Stiamo correndo per recuperare capacità: su alcune abbiamo già fatto passi in avanti, su altre ci sono tempi tecnici legati anche all’industria. Stiamo, nello stesso tempo, aggiornando le procedure di addestramento e di operatività. Ci vorrà ancora qualche anno, dunque, prima di essere pronti a fronteggiare una minaccia convenzionale seria”.

Certo è che il deterioramento della sicurezza internazionale ha riportato l’attenzione del mondo sul rischio di doversi confrontare con le operazioni di combattimento su larga scala: quali lezioni si possono trarre dal conflitto ucraino e da quello in Medio Oriente?

“L’Ucraina è stata, purtroppo, un banco di esperienze da cui trarre importanti indicazioni su come si sta evolvendo la guerra. Noi cerchiamo di schematizzare il conflitto in Ucraina in una sorta di contemporaneità di più tipologie di conflitto. La guerra classica, con cui abbiamo dovuto riscoprire metodi di combattimento, come le trincee o i campi minati, che pensavamo fossero ormai terribili storie superate e che invece sono diventate di stringente attualità. A questo poi si sono aggiunte le capacità convenzionali: carri armati, artiglierie, assetti che in operazioni di supporto alla pace non consideravamo e che ci hanno fatto aprire gli occhi sulla necessità di ritornare al passato. Inoltre, ci sono anche corollari da tenere presente”.

Un drone rientra dall'area del conflitto in Medioriente con l'Iran alla base militare di Sigonella, in provincia di Catania, 7 marzo 2026, ANSA/Orietta Scardino(generica, guerra, Nato, drone, aeronautica, Stati Uniti, Italia)

Quali?

“In primis la guerra in Ucraina ci ha insegnato che è necessario avere un elevato numero di soldati sul campo e su questo, come ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, sono in corso adeguate riflessioni. Mentre l’altro corollario riguarda più complessivamente la capacità di resilienza della popolazione e anche su questo le società occidentali devono ragionare su come prepararsi ad ogni evenienza, anche alla più grave, nella speranza che non si verifichi mai. Ma dobbiamo considerare anche il secondo tipo di conflitto che si sta combattendo in Ucraina: quello del presente-futuro”.

La guerra tecnologica?

“Sì. Mi riferisco ai missili ipersonici, alla guerra cibernetica, ai droni. Ora, la........

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