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Portavano a casa il cibo buono e davano ai poveri quello scaduto: dieci volontari della Croce Rossa indagati

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Le perquisizioni sono state effettuate dai carabinieri (Immagine di repertorio)

Per approfondire:

Articolo: A casa dei volontari il cibo per le famiglie in crisi: terremoto alla Croce Rossa di Cantù, 8 indagatiArticolo: Cantù, inchiesta sulla Croce Rossa: perquisite le abitazioni di otto volontariArticolo: Commissariata la Croce Rossa di Como: gravissime irregolarità nella gestione degli immigrati di Lipomo

Cantù (Como), 25 marzo 2026 –  Il timbro era chiaro, su ogni prodotto: «Aiuto Ue, prodotto non commerciabile». Ma lo stesso, quel cibo usciva dal magazzino della Croce Rossa di Cantù, per finire nella disponibilità dei volontari e dei loro parenti.

Per contro, le merci avariate e scadute venivano inserite nei pacchi alimentari destinati a famiglie e persone bisognose, prese in carico dai Servizi Sociali del Comune.

Dieci indagati

In tutto dieci indagati, che ora hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini da parte del sostituto procuratore di Como Antonia Pavan: per sette di loro l’ipotesi di reato è di peculato e di commercio di alimenti nocivi, per altri tre di ricettazione. Alcuni a luglio dello scorso anno, erano stati destinatari di perquisizioni svolte dai carabinieri, per cercare merci riconducibili agli approvvigionamenti del comitato canturino, che in tre casi avevano dati riscontri positivi.

Alimenti riconoscibili

Gli alimenti erano facilmente riconoscibili, grazie alla presenza dei marchi Agea impressi sulle confezioni sequestrate, il simbolo dell’agenzia che gestisce la distribuzione del cibo destinato ai poveri, acquistato con fondi europei. Si va dai formaggi allo  spezzatino di vitello e carne in gelatina, barattoli di marmellata, succhi di frutta e mortadella. Confezioni di farina e di caffè in grandi quantità, preparati per risotto, ma anche detersivi.

Gli indagati

Indagati sono sette volontari del «gruppo viveri«» Giorgio Speziali, 64 anni, presidente del Comitato Cri di Cantù, Pierpaolo Toppi, 67 anni, delegato per l’area inclusione sociale, Francesco Cutuli, 67 anni, Piero Ponti, 68 anni, Gianfranco Caldera, 69 anni, Roberto Tagliabue, 64  anni, Vincenzo Di Nicola, 69 anni, tutti accusati di peculato in concorso. Gli stessi sono anche accusati di commercio di sostanze alimentari nocive, per aver conservato cibi in condizioni non idonee e inserito nei pacchi destinati alle famiglie bisognose, alimenti scaduti anche da mesi, andati a male e ammuffiti, oppure frutta e verdura ormai in avanzato stato di maturazione.

Altri coinvolti

Inoltre sono stati indagati Palmira Saldarini, 89 anni, Nadia Ponti, 70 anni ed Emanuele Toppi, 42 anni, per la ricettazione di alcuni alimenti, tutti provenienti dai  magazzini della Cri canturina.

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