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Droga, riciclaggio e usura nell’Erbese: i sei imputati rischiano fino a 22 anni di carcere

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01.04.2026

Il pubblico ministero Sara Ombra

Per approfondire:

Articolo: Operazione antidroga fra Milano e Bergamo: 4 arresti, sequestrati chili di stupefacente e migliaia di euro in contantiArticolo: Il triangolo della droga nelle campagne del Pavese: sequestrati 7 chili di cocaina ed eroina

Erba (Como), 1 aprile 2026 – Richieste di condanna da 6 a 22 anni al termine del dibattimento dell’indagine Hocus Pocus, condotta dalla Squadra Mobile di Como e dal sostituto procuratore della da di Milano Sara Ombra. Davanti al Tribunale Collegiale di Como, sono arrivati sei imputati su trenta, i soli che hanno scelto il dibattimento.

Le accuse sono suddivise in due filoni principali, corrispondenti ai rispettivi gruppi criminali giunti a processo: uno attivo nella zona dell’Erbese, e concentrato quasi esclusivamente sullo smercio di droga, con una rilevante disponibilità di armi, il secondo che partiva ancora dallo smercio di droga, per poi arrivare a comprendere riciclaggio di denaro e usura.

Nel filone di indagine erbese, per Ibrahim Zabzuni, 47 anni di Ponte Lambro, accusato di due episodi di cessione di cocaina, il pubblico ministero ha chiesto 6 anni e 3 mesi di reclusione. Stessa accusa di Mario Polito, 41 anni di Cesana Brianza, per il quale sono stati chiesti 9 anni di reclusione.

Appartenenti al secondo filone, che ruotava attorno a Marco Bono, cinquantenne di Cadorago, già condannato in abbreviato, e distributore di benzina Get Oil di Cislago, le accuse di droga hanno raggiunto Michele Filippo Cutrì, 55 anni di Uboldo, per il quale sono stati chiesti 12 anni di reclusione, mentre per Nicodemo Macrì, 55 anni di Cernusco sul Naviglio, il pubblico ministero ha chiesto 8 anni. Infine sono a processo Giuseppe e Giacomo Pirrottina, padre e figlio di 58 e 32 anni, residenti a Pisa, entrambi coinvolti in episodi di usura ed estorsione, in concorso con Bono, nei confronti di un imprenditore: reati per i quali sono stati chiesti 11 anni di reclusione a testa, che per Giacomo Pirrottina sono saliti a 22, in quando accusato anche di spaccio di stupefacenti, hascisc e cocaina. In relazione a questo ultimo filone,

“Esisteva – ha detto il pm - una associazione di persone che avevano mezzi, diversi canali di approvvigionamento, disponibilità di luoghi dove custodire gli stupefacenti e che aveva anche il pos per il pagamento della droga”. Ieri, oltre al pubblico ministero Sara Ombra (nella foto), hanno discusso gli avvocati Maruska Gervasoni per Zabzuni, Stefano Idem per Polito, Danilo Zucchiatti per Macrì e ed Edoardo Rossi per Giacomo Pirrottina. Il processo prosegue a maggio.. 

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