I genitori del piccolo Domenico: “Il trapianto? Avevamo una sensazione terribile”. E Sal Da Vinci sostiene la Fondazione
Mamma Patrizia Mercolino e papà Antonio Caliendo con il piccolo Domenico
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Una foto tratta dal profilo TikTok di Patrizia Mercolino con il piccolo Domenico
La chiamata a casa Caliendo arriva il 22 dicembre 2025, alle 19. C'è un cuore disponibile. Patrizia risponde alla dottoressa del Monaldi, poi riattacca. Ha un brutto presentimento. “Non avevo una bella sensazione. Non riuscivo a viverla bene”. Anche Antonio, seduto davanti a una macchinetta del caffè accanto alla terapia intensiva, poco prima dell’intervento di trapianto, sente qualcosa che non va. “Ho pensato: me lo porto a casa. Avevo una sensazione terribile”. Ma entrambi si fermano davanti alla stessa domanda: se lo portiamo via, che genitori siamo? “Quella era l’unica possibilità per salvarlo”, dice Patrizia. “A volte però mi do colpa di non aver seguito l’istinto”.
La mattina dell'intervento, Domenico è sedato. Eppure, riesce a saltare in braccio alla madre, a chiamarla. “Mamma”. È l'ultima volta che la abbraccia. L'operazione si conclude alle 19. Un'infermiera si avvicina a Patrizia: il cuore non è ripartito. “Ho sperato fino all'ultimo. Ho capito che non era più salvabile quando è arrivato il secondo cuore. In quel momento mi sono sentita presa in giro”. Quello che i genitori non sanno, in quei giorni a cavallo di fine anno, è che il cuore è stato danneggiato durante il trasporto da Bolzano a Napoli. Lo scoprono il 7 gennaio leggendo Il Mattino. “Nessuno ce lo aveva detto”, accusa Patrizia.
Mamma Patrizia Mercolino ai funerali del figlio Domenico Caliendo
L'avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, presente in studio, amplia l’orizzonte: “Il ghiaccio secco non è l'unico problema. Quello principale è la mancanza di monitoraggio della temperatura durante il trasporto. Quella box non era a norma fin dal 2018, quell'équipe violava le direttive da anni”. E aggiunge una notizia che apre un fronte ancora più denso: un'altra famiglia, la cui figlia è morta dopo un trapianto eseguito sempre al Monaldi, si è già rivolta a lui.
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Sal Da Vinci durante la prima puntata di Sanremo Top
Domenico si spegne il 21 febbraio 2026. Patrizia torna a casa e deve trovare le parole per dirlo agli altri due figli, Anthony e Giovanna. Alla piccola dice che il suo fratellino è diventato un angelo. Al più grande, undici anni, non serve dirgli nulla: ha già capito tutto, sa già tutto. Risponde con tre parole. “Mamma, fagliela pagare”. Dalla rabbia e dall’ansia di giustizia nasce il progetto della Fondazione Caliendo. Ma servono almeno 30mila euro per aprirla, spiega Petruzzi. È a questo punto che Mara Venier manda in onda un videomessaggio. Parla Sal Da Vinci, vincitore dell'ultimo Festival di Sanremo: “Con la Nazionale Italiana Cantanti stiamo organizzando una partita per raccogliere i fondi necessari”. Un impegno concreto, pubblico, che trasforma una promessa in un'azione.
Con la Nazionale Italiana Cantanti stiamo organizzando una partita per raccogliere i fondi
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