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“Congiura di Sant’Andrea”, al via il processo per corruzione nella giunta di Vigevano: in aula i primi testimoni

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09.04.2026

da sinistra il sindaco Andrea Ceffa e il suo legale Luca Angeleri

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Pavia, 9 aprile 2026 – Testimoni in aula ieri in tribunale a Pavia al dibattimento per due presunti casi di corruzione a Vigevano, processo che vede alla sbarra il sindaco della città lomellina Andrea Ceffa, l’ex europarlamentare Angelo Ciocca, l’imprenditore Alberto Righini, oltre all’ex-consigliera comunale di maggioranza Roberta Giacometti e gli ex-dirigenti di Asm Vigevano Alessandro Gabbi e Matteo Ciceri.

Precedentemente era stata definita la posizione di Alice Andrighetti, che aveva optato per essere giudicata con rito abbreviato ed era stata condannata alla pena di un anno di reclusione, mentre l’ex-amministratrice unica di Asm Holding Veronica Passarella aveva patteggiato un anno e 10 mesi.

L’imprenditore Alberto Righini

La bustarella e il rifiuto della consigliera

Il primo filone dei fatti contestati segue l’episodio della politica vigevanese noto come “congiura di Sant’Andrea“, in quanto, a novembre 2022, dodici consiglieri comunali avrebbero avuto intenzione di dimettersi e far cadere la Giunta Ceffa. Secondo le accuse, Righini con l’aiuto di Ciocca avrebbe proposto una bustarella da 15mila euro a una consigliera di maggioranza, Emma Stepan, per convincerla a rassegnare anche lei le dimissioni.

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Le accuse al sindaco

La consigliera rifiutò e il fatto venne segnalato al sindaco, che a quel punto aveva denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine. Tuttavia, e qui si apre il secondo filone investigativo, Ceffa - per gli inquirenti - avrebbe procurato una consulenza in Asm alla consigliera comunale Giacometti, per assicurarsi il suo sostegno politico. Una consulenza di cui, secondo le accuse, l’azienda non aveva bisogno e che avrebbe procurato alla donna un guadagno.

In aula sono stati sentiti i primi otto testimoni dell’accusa

I primi testi

Ieri in aula sono stati sentiti i primi otto testimoni dell’accusa, in particolare tre tecnici e cinque consiglieri comunali. L’avvocato Luca Angeleri, che assiste Ciceri e Ceffa, ha commentato: “Nel controinterrogatorio abbiamo iniziato ad approfondire un aspetto rilevante legato all’episodio contestato a Ciceri e Ceffa, cioè che a nostro avviso manca l’accordo corruttivo nella ricostruzione dell’accusa, perché non si dice Giacometti cosa avrebbe fatto in consiglio comunale una volta ottenuto la consulenza in Asm. Oltretutto, in realtà è sempre stata una consigliera fedele e non c’è stato nessun cambiamento di atteggiamento da parte sua verso la maggioranza, né prima né dopo la proposta di consulenza”. Il 22 aprile si torna in aula per altri testimoni dell’accusa.

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