Tram deragliato, il conducente: il malore? Una sedia a rotelle mi è finita sul piede /
La cabina del tram 9 dopo lo schianto contro la vetrina del ristorante
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Chi ha ricevuto la telefonata, non comprendendo bene quello che gli è stato detto, chiama il conducente del mezzo successivo per avere più informazioni su quello che è successo, scoprendo che il Tramlink è uscito tragicamente dai binari.
Gli scambi (via telefono)
Gli investigatori della polizia locale stanno indagando anche per accertare se quella sia stata l’unica comunicazione tra M. e la control room di viale Monte Rosa. Vale a dire: in precedenza, l’autista ha avvisato qualcuno del dolore che, a suo dire, ha sopportato per diversi minuti. Sì, perché il sessantenne ha riferito ai ghisa che subito dopo essere entrato in servizio quel pomeriggio, è uscito dalla cabina dalle parti della Stazione Centrale per aiutare un disabile in carrozzina a salire a bordo. Nel corso dell’operazione, la sedia a rotelle gli sarebbe finita accidentalmente sull’alluce del piede sinistro, provocandogli un trauma.
Rientrato nell’abitacolo, M. avrebbe accusato fitte di intensità via via crescente, fino al mancamento che gli avrebbe fatto perdere il controllo del 9. Una ricostruzione che emerge pure dalle risposte che il sessantenne ha dato ai medici che lo hanno visitato al pronto soccorso del Niguarda: lì M. ha appunto parlato della botta "mentre lavorava sul tram" e del progressivo indolenzimento del piede.
I soccorsi sul luogo dell'incidente che ha coinvolto il tram 9 (Canella)
Le condizioni dell’autista
Fino "all’episodio sincopale" che l’avrebbe messo ko, impedendogli di rispettare la fermata di viale Vittorio Veneto e soprattutto di indirizzare lo scambio nella giusta direzione. Negativo ai test per l’assunzione di alcol e droga, il tranviere è stato dimesso sabato sera con una prognosi di 10 giorni per trauma cranico con affossamento del seno frontale destro, stato ansioso "reattivo all’evento" e sincope vasovagale, caratterizzata da una diminuzione improvvisa della pressione sanguigna e da un rallentamento della funzione cardiaca. Una perdita temporanea di coscienza, in estrema sintesi.
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"Dalle prime informazioni acquisite – si legge nel decreto di sequestro eseguito ieri dalla polizia locale – è emersa la necessità di verificare le condizioni di salute in cui versava l’indagato al momento del citato sinistro". Quindi, la Procura vuole capire se effettivamente il conducente sia stato male e se quel trauma al piede sia davvero alla base dello svenimento: "Ho visto tutto nero e non ho capito cosa sia successo", le parole di M.
Accertamenti dei vigili del fuoco il giorno dopo il deragliamento (Salmoirago)
Il sistema di frenata
A ben guardare, il malore spiegherebbe tutte le anomalie: la mancata decelerazione, il salto di fermata e lo scambio non attivato, lasciando aperti invece i dubbi sul funzionamento del sistema di frenata di emergenza.
Al contrario, l’ipotesi della possibile distrazione (magari legata all’utilizzo del cellulare) cozzerebbe, almeno in teoria, col buonsenso: ammesso che un autista voglia usare il telefono dove e quando non potrebbe, perché dovrebbe scegliere un punto come quello? Un punto in cui la distanza tra le due fermate è molto ridotta.
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E poi: cosa potrebbe distrarre qualcuno a tal punto (tenendo conto del profilo del conducente) da fargli dimenticare che dopo la fermata di Repubblica c’è subito quella di viale Vittorio Veneto?
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