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Il dramma del tram 9 deragliato in via Vittorio Veneto: attesa sulle analisi a scatola nera e smartphone. Ecco la fase decisiva degli accertamenti

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09.03.2026

Il tram Jumbo uscito dai binari sabato sera (foto dal profilo social Lazza Ramo)

Per approfondire:

Articolo: Un altro tram deraglia a Milano: la colpa è di un bullone sui binariArticolo: “Il tram andava fortissimo, poi è stato il caos”: il racconto tra le lacrime di Flores, compagna di Ferdinando FaviaArticolo: Tram deragliato, disposta l'autopsia sulle due vittime. Il legale del conducente: “È talmente scosso che non riesce a guardare le immagini”Articolo: Tram 9 deragliato a Milano: l’errore umano sempre più probabile. Al via gli accertamenti tecnici e l’esame della scatola neraArticolo: Tram 9 deragliato, l’ipotesi dell’errore umano (per malore o distrazione fatale): scambio e lanterna erano funzionanti

Milano – Il tram stava rientrando al deposito, senza passeggeri a bordo, quando è uscito dai binari alla curva, a pochi passi dalla stazione Centrale. Un incidente, senza gravi conseguenze, a una settimana dal deragliamento del tram numero 9 in viale Vittorio Veneto, che invece ha provocato due morti e 54 feriti. La causa dell’ultimo episodio, come è emerso dai primi rilievi, è la presenza di un bullone sui binari, tra via Galvani e via Filzi: forse una componente che si è staccata da un altro mezzo o dagli stessi binari, oppure un (poco probabile) gesto doloso di qualche vandalo o sabotatore. Sabato sera, attorno alle 22, sono intervenuti i tecnici Atm e il tram 12, un Jumbo (modello diverso dal Tramlink deragliato in viale Vittorio Veneto), è stato rimosso. Un mezzo che, nella fase di rientro al deposito, stava andando a velocità moderata.

Il mezzo uscito dai binari in zona Centrale

La tragedia del tram 9 in via Vittorio Veneto

Si apre intanto una fase decisiva negli accertamenti disposti dalla Procura di Milano per fare luce sulle cause del deragliamento del tram numero 9 che venerdì 27 febbraio ha provocato la morte di due passeggeri a bordo: il commerciante Ferdinando Favia e Okon Johnson Lucky, un richiedente asilo 49enne, tra gli ’invisibili’ che gravitano attorno alla stazione Centrale e spesso usano come rifugio dalle intemperie i tram di quella linea.  Il Comune e Atm finora non sarebbero riusciti a prendere contatto con i suoi familiari, che avrebbero diritto anche al risarcimento che verrà erogato ai parenti delle vittime e ai feriti. Atm ha scritto al consolato della Nigeria a Milano e alla Caritas Ambrosiana, che in passato aveva aiutato il senzatetto a presentare la domanda di protezione internazionale, ma finora senza esiti.

Approfondisci:

L’alluce "nero” e lo smartphone: la pista (concreta) dell’errore umano che spiega il deragliamento del tram 9. Sequestrate le scarpe del conducente

La scatola nera

Sul fronte dell’inchiesta sul disastro si cercano risposte nella scatola nera del Tramlink deragliato e nel telefono cellulare del dipendente Atm per verificare se si sia trattato di un malore, una distrazione alla guida oppure un problema tecnico. Un’ipotesi, la terza, che sembra la meno probabile. Un lavoro lungo e complesso, nelle indagini della polizia locale coordinate dalle pm Elisa Calanducci e Corinna Carrara che mettono sotto la lente anche gli impianti di sicurezza del mezzo Atm (finora non sarebbero emerse evidenti anomalie) e le immagini scaricate da telecamere interne ed esterne al veicolo di ultima generazione.

Approfondisci:

Tram deragliato, disposta l'autopsia sulle due vittime. Il legale del conducente: “È talmente scosso che non riesce a guardare le immagini”

Il malore

Assistito dall’avvocato Benedetto Tusa, l’autista indagato per disastro ferroviario, lesioni e omicidio colposo ha sempre sostenuto di aver accusato un malore. Un improvviso mancamento dovuto a un colpo preso all’alluce del piede sinistro mentre stava caricando la carrozzina di un disabile. Dagli accertamenti medici è emersa una contusione al dito, peraltro “nero” a causa di un ematoma, e il distacco dell’unghia per via della botta. Inoltre, per verificare se davvero il tranviere abbia perso il controllo del mezzo per un mancamento, sono state acquisite le cartelle cliniche relative al ricovero in ospedale e sono state sequestrate le scarpe che indossava il giorno della tragedia per verificare se ci siano i segni o meno della sedia a rotelle.

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