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Due giovani turiste olandesi: “Noi, violentate dietro piazza Duomo”. Il racconto sotto choc, i sospetti su un 30enne

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18.04.2026

Turiste straniere in piazza Duomo

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Milano, 18 aprile 2026 – Mancano cinque minuti alle 5 quando l’ambulanza parte dalla caserma di via Moscova: a bordo ci sono due turiste olandesi di 23 e 24 anni, che poco prima hanno chiesto aiuto ai carabinieri della stazione dicendo di essere state violentate in centro.

Sono sotto choc, faticano a mettere insieme i ricordi. I sanitari di Areu le accompagnano alla clinica Mangiagalli per affidarle alle cure degli specialisti del centro anti violenza. Con loro non hanno i cellulari, che sarebbero stati portati via dall’aggressore, ma nel primo pomeriggio i militari riescono a rintracciarle nell’albergo di viale Zara in cui hanno alloggiato nei giorni scorsi (oggi ripartiranno per rientrare a casa) e le invitano a tornare nei loro uffici per sporgere denuncia.

E le ragazze si presentano poco dopo per mettere nero su bianco una querela finita sul tavolo del pm di turno Alessandro Gobbis, che ha già attivato la procedura del codice rosso e che nelle prossime ore aprirà un fascicolo per violenza sessuale. Un fascicolo che non parte solo dal racconto delle presunte vittime, ma anche dal nome del presunto stupratore: un trentunenne marocchino con precedenti per lesioni e reati contro il patrimonio, che avrebbe dato alle turiste il suo contatto Instagram.

La ricostruzione della serata

Stando a quanto ricostruito finora, le due ragazze, arrivate a inizio settimana per trascorrere alcuni giorni di vacanza a Milano, hanno passato la serata in un locale del centro di cui non hanno saputo indicare nome o indirizzo. Nella notte, probabilmente attorno alle 4, si sono ritrovate in piazza Duomo, dove hanno incontrato il nordafricano e un altro uomo non ancora identificato. Due chiacchiere e una passeggiata insieme, poi la seconda persona se n’è andata. Sempre nel racconto delle olandesi, all’improvviso il trentunenne si sarebbe avventato sulla ventitreenne in una strada lì vicino e avrebbe abusato di lei, costringendo anche l’amica ventiquattrenne a restare lì con loro e a subìre palpeggiamenti e atti sessuali contro la sua volontà. Dopo l’orrore, le turiste sarebbero riuscite in qualche modo a liberarsi dalla morsa dell’aggressore e ad allontanarsi di corsa.

All’alba, non si sa se aiutate da qualcuno incrociato per strada, si sono presentate in via Moscova e hanno iniziato a descrivere, seppur in maniera confusa, la sequenza choc che avrebbero vissuto insieme, innescando i primi accertamenti dei militari. Una sequenza che ora dovrà essere ricomposta fotogramma per fotogramma dagli investigatori della Compagnia Duomo. Il prossimo passo è quello di individuare il punto esatto in cui è avvenuto il raid, per cercare riscontri nelle immagini registrate dalle telecamere.

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