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Riso e vino, l’allarme di Confagricoltura Pavia: “Situazione difficile, difendiamo le nostre eccellenze”

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01.04.2026

Marta Sempio presiede Confagricoltura Pavia: “Non possiamo nasconderci, la situazione si è fatta difficile”

Garlasco (Pavia), 1 aprile 2026 – Un’agricoltura pavese ancora forte nei numeri e nella rappresentatività, ma attraversata da difficoltà profonde e trasversali ai comparti

. La fotografia è stata scattata dalla presidente di Confagricoltura Pavia Marta Sempio all’edizione 2026 dell’assemblea annuale dedicata al tema “Pac e imprese, tra territorio ed Europa“. Per il riso Sempio ha richiamato il crollo dei prezzi e gli squilibri generati dalle dinamiche internazionali, tra la ripresa dell’export indiano e l’ingresso di prodotto da Cambogia e Myanmar. Per il vino ha ricordato il peso ancora aperto dei danni da peronospora, con 1.200 aziende colpite e oltre 20 milioni di danni.

“La situazione dell’agricoltura pavese è difficile e non possiamo nascondercelo – ha detto Sempio – Abbiamo imprese strutturate, filiere di eccellenza e un territorio che continua a esprimere qualità, ma oggi servono scelte politiche nette. La Pac deve restare una politica economica per gli agricoltori e sostenere le imprese professionali e orientate al mercato. Servono reciprocità delle regole, strumenti veri per difendere le colture, tutela del reddito e attenzione concreta al suolo agricolo, che non può essere considerato uno spazio vuoto da occupare”.

Il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio invece ha richiamato il tema della responsabilità del territorio nel raccontare e difendere le proprie eccellenze: “Non possiamo pensare che interi territori agricoli come il Pavese siano destinati a ospitare impianti per il fotovoltaico. Il settore va regolamentato. Rabbrividisco al pensiero che le colline dell’Oltrepò conosciute per i vigneti vengano trasformati in aree per pale eoliche o fotovoltaico. Questi impianti vanno ospitati vicino ad autostrade, logistiche, aree industriali dismesse”.

A chiudere i lavori, il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, che ha riportato il confronto nel quadro più ampio delle sfide europee e internazionali: “L’agricoltura deve tornare al centro delle decisioni. Produce beni alimentari, crea lavoro, presidia le aree interne e rende possibile il ricambio generazionale. Non basta dire no: bisogna contribuire, costruire soluzioni e far capire che il settore è fondamentale. Agli agricoltori si può chiedere molto e non si potrà mai togliere l’orgoglio di continuare a esserci”.

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